04/06/2005 - Corriere della Sera - Maurizio Giannattasio
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Gay Pride, il corteo aperto dai bambini
Attesi 100 mila partecipanti e 20 carri allegorici. Assente il centrodestra. I Ds: ora il registro delle unioni civili


I piccoli sono figli di coppie lesbiche nati con fecondazione assistita. Saranno trasportati su un trenino

Saranno venti bambini ad aprire la manifestazione nazionale del Gay Pride oggi a Milano. Sono i figli di coppie lesbiche, nati grazie alla fecondazione assistita. Sfileranno per il corteo a cavalcioni di un trenino elettrico. È la prima volta che il Gay Pride viene aperto da un corteo di bambini e non mancherà di creare polemiche feroci.

Lo scopo degli organizzatori è quello di legare il tema referendario con la difesa del Pacs, il Patto civile di solidarietà. Lo slogan del corteo sarà: « Patti chiari amicizia lunga » . Al corteo sono attese 100 mila persone e 20 carri.

Non ci sarà il centrodestra.

Folta la delegazione del centrosinistra a partire da Filippo Penati.

L'altra notte dei vandali hanno imbrattato la sede dell'Arcigay con minacce di morte e insulti.


[pagina 2 Milano]

Gay Pride, centomila in corteo per le vie del centro

La sfilata aperta da bambini. Attesi 20 carri allegorici. Nessun rappresentante del centrodestra alla manifestazione

Vai sul sito Internet di Famiglie Arcobaleno, l'associazione Genitori omosessuali che fa parte integrante dell'organizzazione del Gay Pride milanese. Una foto di un trenino elettrico con una scritta: « Al Pride di Milano è in arrivo un trenino carico carico di... » . Sotto tre cuoricini ad aumentare il mistero. Ecco, la vera sorpresa della manifestazione nazionale dell'orgoglio omosessuale che sfilerà oggi pomeriggio per le strade di Milano e non mancherà di creare una nuova ondata di polemiche: per la prima volta nella storia del Gay Pride tricolore apriranno la sfilata una ventina di bambini, figli di coppie lesbiche, nati grazie alla fecondazione assistita.

Per i bambini è stato allestito un trenino, come quelli che si trovano nei parchi giochi, rifornito di bevande e viveri in modo da alleviargli la fatica del percorso.

Appuntamento alle 16 in piazza della Repubblica. Con qualche nervosismo. L'altra notte la sede dell'Arcigay è stata imbrattata con scritte intimidatorie: insulti e minacce di morte. Gli organizzatori si aspettano almeno 100 mila persone e venti carri a tema. Ci sarà anche il presidente della Provincia, Filippo Penati ( la Provincia ha dato il patrocinio e dei soldi a differenza del Comune). Il percorso attraversa il centro di Milano, via Manzoni, piazza della Scala, piazza del Duomo e poi via su verso Foro Bonaparte, per arrivare davanti all'Arena, luogo simbolo, in quanto sede dei matrimoni civili. Il Gay Pride di quest'anno interseca due temi. Il primo, rappresentato dalla sfilata dei bambini, è il sì ai quattro referendum del 12 e 13 giugno. Il secondo è la battaglia per i diritti delle coppie di fatto e per sostenere il Pacs, il Patto civile di solidarietà. Lo slogan ufficiale del corteo è « Patti chiari, amicizia lunga » .

Resta la spaccatura tra le forze politiche. Ieri i Ds hanno invitato i rappresentanti della Cdl a partecipare alla manifestazione. Niente da fare. Anzi. Alcuni rappresentanti della Cdl hanno organizzato una contromanifestazione a Novegro dal titolo eloquente: « Family Day » . Neanche gli assessori comunali che hanno appoggiato la richiesta di patrocinio della manifestazione sfileranno. Qualcuno, come Tiziana Maiolo è fuori città: « Non partecipo, magli sono vicina nella rivendicazione dei loro diritti. In qualunque modo li manifestino.

Che siano ordinati o discinti per me va bene lo stesso » . Altri, come l'assessore Giorgio Goggi ( favorevole al patrocinio), non parteciperà per principio: « Non ci penso neanche e anche se fossi a Milano starei ben lontano dal corteo » .

I Ds invece ci saranno con una nutrita pattuglia. In testa Luigi Manconi, responsabile del dipartimento dei diritti civili dei Ds. « Il rifiuto del patrocinio è un atto miope — ha detto Manconi — . Il Gay Pride non è una manifestazione di parte, ma esprime un'idea di società che gran parte della città condivide » . Polemizza anche Aurelio Mancuso, segretario nazionale di Arcigay: « Albertini pensi alle sue di carnevalate. C'è stato un atteggiamento insultante. Il mancato patrocinio ci colpisce ancor di più perché Milano è il centro della nostra attività nazionale. Significa negare una parte importante della città » . Ed Emanuele Fiano, capogruppo dei Ds, chiede che il Comune dia vita al registro delle unioni civili. Lo hanno fatto già 300 Comuni italiani: « Perché Milano no? » .

HANNO DETTO

TIZIANA MAIOLO assessore Sono a Roma, ma sono vicino alle rivendicazioni dei loro diritti. In qualunque modo li manifestino. Che siano ordinati o discinti per me va bene lo stesso

MANFREDI PALMERI Forza Italia Non ci vado. Non è il modo migliore per fare delle rivendicazioni. Ma credo che scagliarsi contro il Gay Pride sia il modo peggiore per rivendicare altri valori

BASILIO RIZZO Miracolo a Milano La mia non è una scelta di partecipazione attiva, ma se mi capiterà di essere in centro ci vado: sia per curiosità sia per solidarietà

GIORGIO GOGGI Assessore Ho dato parere positivo al patrocinio, ma non ci penso neanche ad andare alla manifestazione. Mi terrò lontano

EMANUELE FIANO Ds Ci sarò. Perché bisogna testimoniare che per quel mondo che sfilerà oggi ci sono ancora tanti diritti da difendere

LUIGI MANCONI Ds Il Gay Pride è un atto di moralità. Si rende pubblico ciò che altrimenti deve essere tenuto nascosto. Io e i Ds ci saremo

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