L'appuntamento con il gay pride nazionale quest'anno è a Milano il 4 giugno. Lo slogan è «Patti chiari amicizia lunga», con riferimento all'approvazione di una legge sui Patti civili di solidarietà (Pacs) che consentirebbe di legalizzare anche in Italia, come già avviene nella gran parte del resto d'Europa, le unioni di fatto tra persone dello stesso sesso. Il corteo del 4 giugno passerà come sempre per il Duomo, malgrado le rituali proteste di qualche integralista in cerca di pubblicità personale, e si concluderà all'Arena. La parata sarà il momento culminante di un calendario di manifestazioni e spettacoli che avrà il suo centro da domani fino al 18 giugno nel «villaggio gay» allestito all'idroscalo. Come tradizione vuole l'organizzazione del pride è stata accompagnata da sprazzi di provincialissima polemica politica. E come sempre, il comune di Milano ha rifiutato di concedere il patrocinio alla manifestazione in piazza, spiegando che si tratta di una carnevalata di dubbio gusto e riservandosi di sponsorizzare eventualmente singoli eventi culturali di minore impatto visivo sul supposto decoro cittadino. A questo punto il coordinamento Arcobaleno che riunisce le associazioni gay, lesbiche e trans milanesi e organizza ufficialmente il pride ha deciso di rifiutare qualsiasi forma di collaborazione. «Rifiuteremo il patrocinio a singoli eventi da parte del comune - ha dichiarato il portavoce di Arcobaleno Paolo Ferigo presentando il calendario delle iniziative - il pride è una cosa sola che comprende anche il grande corteo del 4 giugno». O tutto o niente, insomma. In compenso, patrocinio e collaborazione sono arrivate dalla provincia di Milano, che ha messo a disposizione anche l'area su cui si è insediato il villaggio gay. (g.r.b.)
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