28/05/2005 - LUI Guidemagazine
Apri nella Rassegna Stampa
 
Milano sotto i colori dell'arcobaleno
Aurelio Mancuso: "Ci battiamo per uno stato laico"

MILANO. "PACS patti chiari, amicizia lunga" è lo slogan che accompagna il Pride nazionale di Milano dei 4 giugno. Un messaggio forte e chiaro che spiega al meglio l'obiettivo principale della manifestazione: rilanciare la battaglia per i diritti delle coppie di fatto gay e non. Un impegno importante che la solita bagarre che accompagna ogni vigilia del Pride rischia di mettere in ombra. Anche quest'anno il teatrino della politica e infatti riuscito a dare il peggio di sé. E così l'evento avrà il sostegno della Provincia ma non del Comune. Noi preferiamo non dare fiato ad ulteriori polemiche ma dare voce a chi si impegna in prima linea per la buona riuscita dei Pride e della battaglia per il Pacs Tra questi c'e Aurelio Mancuso segretario nazionale dell'Arcigay.

Mancuso quali le finalità dei Pride milanese?

"Il Pride di quest'anno cade in un momento molto particolare, ad una settimana di distanza dal Referendum sulla procreazione assistita e a meno di un anno dalle elezioni politiche. L'obiettivo è rilanciare la lotta per il riconoscimento dei diritti dello coppie gay , il progetto del Pacs, una legge moderata che tiene conto della situazione italaiana e su cui vogliamo risposte certe".

La laicità dello Stato Italiano, già di per sé compromessa dai rapporti con la Chiesa, rischia di subire la pesante influenza del nuovo Papa. Viste le premesse che prospettive ha il Pacs"

"Ci battiamo per uno Stato laico. la gerarchia ecclesiastica, cosa ben diversa dalla Chiesa, sta vivendo un'involuzione culturale molto preoccupante. E' stato eletto un Papa che ha una visione rivoluzionaria [?]sui temi legati alla sessualità. Da questa gerarchia non ci aspettiamo nulla. Ma dalla Chiesa sì, visto che al suo interno c'e fastidio per le posizioni intransigenti espresse dai suoi vertici. Secondo un recente sondaggio oltre il 50 per cento dei cattolici è favorevole ai matrimoni gay".

Prima hai citato le politiche dei 2006; credi nel progetto di un partito gay?

'E' un non senso. Viviamo una situazione politico di grande confusione. I due poli si aggregheranno. Sarà più opportuno promuovere un progetto politico che ponga al centro la questione dei diritti, non solo quelli gay, in modo da costruire un'alleanza forte che veda insieme i movimenti antiproibizionisti, i radicali, C'e lo spazio per fare una politica alternativa al due poli. Se da loro non arriveranno risposte precise sul Pacs agiremo di conseguenza; non regaleremo certo i nostri voti". (a.a.)

da LUI Guidemagazine di Giugno 2005

Top