I carabinieri a caccia di una Mercedes bianca Nuovo summit degli inquirenti sul luogo del delitto PISA. Ha un’identità il viado ucciso giovedì notte a Migliarino: il nome con cui si era fatto conoscere a Montecatini, dove abitava, in un appartamento del centro con altri connazionali, era Wagner Pereira Das Silvas. Aveva 22 anni e dal Brasile sarebbe arrivato in Italia circa un anno e mezzo fa. Alle spalle la solita storia di povertà estrema, la stessa che lo aveva spinto a fare della sua omosessualità un business cercando fortuna, per modo di dire, in un paese straniero e mantenendo così una famiglia lontana. Ma era clandestino Wagner, in arte Luana, e quindi di alias, vale a dire di identità che aveva dichiarato alle forze dell’ordine nei vari controlli in cui era incorso, ne aveva più d’una.
Viveva in un appartamento in via Custoza con altri connazionali.
Conduceva una vita difficile, quell’esistenza disperata che ne faceva carne da macello nel mercato dell’eros e che lo esponeva di continuo ai rischi che le notti buie in strada comportano, fra botte, risse, rapine e paura.
Era un ragazzo fragile, minuto, alto quasi un metro e 75. Non si era fatto operare, aveva conservato il suo aspetto, per il momento. E così la sua giornata si divideva fra marchette diverse: pare che il giorno come gay frequentasse alcuni ambienti omosessuali di Montecatini, di notte invece si trasformava. Come una drag queen: raccontano gli amici e i clienti. Si vestiva da donna ed andava a battere nella zona di Migliarino, nei pressi di via Traversagna: il diritto a quel posto glielo avevano dato i 14mila euro che aveva dovuto sborsare al racket che gestisce la prostituzione in Toscana e che farebbe capo ad un noto trans brasiliano di Montecatini.
Le indagini sul delitto, avvenuto nella notte fra giovedì e venerdì scorsi a Migliarino, proseguono a ritmo serrato. Anche ieri mattina, i carabinieri del Rono di Pisa e quelli di Migliarino hanno eseguito una serie di sopralluoghi sul luogo del ritrovamento del cadavere del giovane viado: un fosso lungo i campi di olivi di via del Capannone, fra l’abitato di Nodica e le cave dei Monti Pisani. L’obiettivo degli investigatori resta il proiettile che ha trapassato la testa del giovane da parte a parte. Wagner infatti, come si è detto più volte in questi giorni, è stato ucciso con un colpo di pistola di piccolo calibro alla tempia. Il proiettile è entrato dalla tempia sinistra ed è uscito da quella destra. Il giovane sarebbe stato ucciso a bordo di un’auto e poi gettato nel fosso, come provano alcune ferite post mortem ritrovate sul viso e sugli arti. Avrebbe avuto anche una colluttazione con l’assassino: lo racconterebbero ferite al collo e al viso.
Si cercherebbe un’auto bianca di grossa cilindrata, pare una Mercedes di modello sportivo: l’ultima vettura sulla quale il ragazzo, in piena notte, sarebbe stato visto allontanarsi per l’ultima volta dal suo posto fisso. È quella l’auto dell’assassino?