La scelta di fare la conferenza mondiale AIDS (che si svolge ogni due anni) a Bangkok (dall'11 al 16 luglio 2004) è dovuta alla politica di prevenzione promossa dal Governo locale negli ultimi anni e che ha fatto della Thailandia un modello per tutti gli altri Paesi asiatici. Dopo avere messo in ginocchio l'Africa, l'epidemia sta ora penetrando a grande velocità nei paesi asiatici. ''L'Asia è oggi quello che era l’Africa 15 anni fa'', ha detto il Presidente del programma delle Nazioni Unite per la lotta contro l'AIDS (UNAIDS), Peter Piot. Dopo la tragedia dell'Africa, dove il virus miete 25 milioni di vittime sui 38 milioni registrati nel mondo, l'Asia si avvia a diventare la seconda grande vittima dell'epidemia, rilevano i responsabili del programma delle Nazioni Unite per l'Aids (UNAIDS) e della Banca per lo sviluppo asiatico (ADB). Se nel prossimo futuro non si adotteranno misure efficaci, ai 7 milioni di casi attuali potranno aggiungersene altri 10 milioni nei prossimi 6 anni. A questi drammatici costi umani potrebbero aggiungersi costi economici ingenti, che potrebbero raggiungere 17,5 milioni di dollari l'anno e che si tradurrebbero in milioni di nuovi poveri.
Il tema di questa conferenza è nello slogan che ha adottato: "Accesso alle cure per tutti". L'anno scorso, circa tre milioni di persone sono morte per Aids, segnando un record da quando furono identificati i primi casi della malattia nel 1981. Mentre l'Aids rappresentava all'inizio una malattia degli uomini bianchi del ceto medio occidentale, ora è una piaga che affligge soprattutto i Paesi in via di sviluppo, dove colpisce sempre di più le donne. In Africa meridionale, per esempio, le ragazze adolescenti sono mediamente cinque volte più esposte al virus dei coetanei maschi. Ad aggravare il problema ci sono la povertà, il ritardo nell'emancipazione femminile, e una mancanza di apertura culturale nella gestione del rischio di Hiv rappresentato dall'omosessualità, dalla prostituzione e dall'uso di siringhe nella somministrazione di droghe.
Durante la conferenza si sono svolte ogni giorno, davanti alla sede, diverse manifestazioni di protesta organizzate soprattutto dalle associazioni no profit che contestavano le politiche sbagliate e solo repressive di diversi governi, compreso quello americano.
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