Quest'anno per il 9° Anniversario della tragica protesta di Alfredo Ormando per protestare contro l'atteggiamento della Chiesa cattolica nei confronti degli omosessuali Il Cig Arcigay Milano organizza un pullman gratuito.
Attese numerose persone di tutta Italia per ricordare Alfredo Ormando e la sua ultima forma di dissenso. Come ci si prenota
E' possibile prenotarsi comunicando (Tel. 0254122225 - Fax 0254122226 - e-mail: info@arcigaymilano.org) la propria adesione con Nome Cognome e Reacapito telefonico,
E' tuttavia necessario passare in sede (V. Bezzecca 3, Milano) per versare 5 di caparra che verranno poi sostituiti sul pullman. Quando si parte
Partenza dal Cig Arcigay Milano in Via Bezzecca 3, alle ore 24.00 di Venerdi 12 Gennaio
Ore 12.00: Sit-in in piazza Pio XII (nei pressi di Pz San Pietro)
Ore 16.30: Convegno Internazionale "La libertà come grammatica della fede", Sala della Fondazione Olivetti - via Zanardelli 34
Ritorno poi a Milano con Partenza da Roma per le 24.00 di Sabato 13 Gennaio "Spero che capiranno il messaggio che voglio dare: è una forma di protesta contro la Chiesa che demonizza l’omosessualità, demonizzando nel contempo la natura, perché l’omosessualità è sua figlia."
Alfredo Ormando Ulteriori informazioni:
Giornata mondiale per il dialogo tra religioni e omosessualità
Comunicato Arcigay Roma per la manifestazione del 13 gennaio 2005:
VIIª Giornata Mondiale Contro la Discriminazione Antiomosessuale su Base Religiosa
13 Gennaio 2005 ore 16:00 Piazza S. Pietro (Piazza Pio XII) - Roma
Anche questo 13 gennaio, come da 7 anni, ARCIGAY ed ARCIGAY ROMA ricordano il suicidio di Alfredo Ormando, che si tolse la vita bruciandosi vivo in Piazza San Pietro il 13 gennaio del 1998, contro l'intolleranza delle gerarchie vaticane verso le persone omosessuali.
VIENI ANCHE TU IN PIAZZA CON NOI, PER DIRE BASTA ALLA DISCRIMINAZIONE ANTIOMOSESSUALE SU BASE RELIGIOSA!!
Comunicato di adesione del C.I.G. Arcigay Milano: Milano, 8 gennaio 2005 Il C.I.G. Centro di Iniziativa Gay - Arcigay Milano aderisce alla VIIª Giornata Mondiale Contro la Discriminazione Antiomosessuale su Base Religiosa che si terrà a Roma il prossimo 13 gennaio e sarà presente con una delegazione per ricordare insieme quella triste ma coraggiosa dimostrazione della necessità di un riconoscimento della dignità di tutte le persone omosessuali e lesbiche. Paolo Ferigo presidente del C.I.G. Centro di Iniziativa Gay Arcigay Milano Onlus
Alfredo Ormando, orfano di padre e ultimogenito di una famiglia con otto figli di San Cataldo (Sicilia), due anni di seminario e un tormentato periodo universitario, si è immolato con la benzina in piazza San Pietro a Roma il 13 gennaio 1998. Sua madre lo aveva sentito la sera prima. Alfredo le aveva telefonato dicendo che si sarebbe recato a Roma per motivi di studio. Gaetano Mangano, un affittacamere di Palermo, l’aveva visto due giorni prima e Alfredo gli aveva chiesto in prestito centomila lire.
Una donna che pulisce i gabinetti a piazza San Pietro vide Ormando mentre si versava addosso la benzina e poi correva avvolto dalle fiamme verso il centro della piazza.
Gli agenti di polizia subito lo soccorsero e uno di loro tentò anche di spegnere le fiamme usando la propria giacca. Prima di perdere coscienza Alfredo disse: “Non sono neanche stato capace di morire”.
Fu trasportato all’ospedale Sant’Eugenio dove morì dopo dieci giorni di atroce agonia.
Le lettere che si era portato appresso non furono pubblicate e la sala stampa del Vaticano rilasciò un comunicato stampa, dichiarando che Alfredo Ormando non si era suicidato a causa della sua omosessualità o in protesta contro la chiesa cattolica, ma perché aveva problemi in famiglia.
Ma, subito dopo la sua morte l’ANSA ricevette le sue lettere con la posta e ne pubblicò parte.
Ormando aveva inviato da Palermo una copia all’ANSA, prima di prendere il treno per Roma. Sapeva benissimo che le lettere, una volta nelle mani dei preti, non sarebbero mai state pubblicate.
Un mese dopo la sua morte ci siamo recati (eravamo soltanto nove persone) in piazza San Pietro per porre dei fiori sul luogo dove lui si era bruciato come un bonzo. Arrivò subito la polizia e ci intimò di andar via. Avevano l’ordine del Vaticano di far togliere anche i fiori. Io dissi loro che se Gesù Cristo si fosse trovato sul sagrato della basilica, Lui sarebbe sceso e ci avrebbe abbracciati uno per uno e che quindi il Vaticano aveva dato ancora una volta dimostrazione di essere anticristico.
Gli uomini delle Forze dell’Ordine erano visibilmente dispiaciuti; avevano visto Ormando bruciare e uno di loro mi disse che anche lui era Siciliano; un altro mi raccontò che il poliziotto che aveva tentato di spegnerlo con la propria giacca era ancora sotto shock e di notte non riusciva a dormire.
La più bella pianta la regalai per farla dare a quel poliziotto per ringraziarlo per la sua buona azione.
Nel 1999, sotto una pioggia battente, eravamo di nuovo a San Pietro per commemorare Ormando. Questa volta erano presenti anche i presidenti Arcigay (Sergio Lo Giudice) e del Mario Mieli (Imma Battaglia). La polizia non poteva permetterci di entrare sulla piazza e così decidemmo di deporre i fiori sul suolo italiano, al confine con lo Stato del Vaticano, una chiara dimostrazione del comportamento anticristico di quello Stato. Il 13 gennaio è diventato l'ORMANDO DAY. Domenica 13 gennaio 2002 Vi aspettiamo tutti!
Peter Boom.
LETTERA AUTOGRAFA DI ALFREDO ORMANDO AD UN AMICO:
Palermo; Natale 1997
Caro Adriano; quest’anno non sento più il Natale, mi è indifferente come tutte le cose; non c’è nulla che riesca a richiamarmi alla vita.
I miei preparativi per il suicidio procedono inesorabilmente; sento che questo è il mio destino, l’ho sempre saputo e mai accettato, ma questo destino tragico è là ad aspettarmi con una certosina pazienza che ha dell’incredibile.
Non sono riuscito a sottrarmi a questa idea di morte, sento che non posso evitarlo, tantomeno fare finta di vivere e progettare per un futuro che non avrò: il mio futuro non sarà altro che le prosecuzione del presente.
Vivo con la consapevolezza di chi sta per lasciare la vita terrena e ciò non mi fa orrore, anzi!, non vedo l’ora di porre fine ai miei giorni; penseranno che sia un pazzo perché ho deciso piazza San Pietro per darmi fuoco, mentre potevo farlo anche a Palermo.
Spero che capiranno il messaggio che voglio dare: è una forma di protesta contro la Chiesa che demonizza l’omosessualità, demonizzando nel contempo la natura, perché l’omosessualità è sua figlia.
Alfredo
Stralci dalle altre lettere spedite da Alfredo prima di darsi fuoco davanti a S. Pietro:
"Voglio morire, non sopporto di essere sempre emarginato"
"Chiedo scusa per essere venuto al mondo, per aver appestato l’aria che voi respirate con il mio venefico respiro, per aver osato di pensare e di agire da uomo, per non aver accettato una diversità che non sentivo, per aver considerato l’omosessualità una sessualità naturale, per essermi sentito uguale agli eterosessuali e secondo a nessuno, per aver ambito a diventare uno scrittore, per aver sognato, per aver riso"
Nella lettera "per i posteri" Alfredo Ormando chiede scusa al mondo intero: "Il mostro se ne va per non recarvi offesa, per non farvi più vergognare con la sua ignobile presenza, per non farvi schifare e voltare le spalle quando lo incontrate per strada".
"Non riuscivo più ad ingannare la mia biologica voglia di vivere, a farmi una ragione sulla mia emarginazione, sulla mia sconfinata solitudine".
"Non permettete che io abbia una lacrimata tomba, che io diventi un appestato anche da morto. Se la benzina non avrà fatto il suo dovere, riducetemi in cenere, crematemi e spargete le mie ceneri nella campagna romana: vorrei essere utile almeno come concime".
Rivolgendosi al fratello scrive: "Pensa, con un gesto solo mi libererò sempre di voi tutti .... in questi 39 anni non ho mai rappresentato nulla, anzi vi vergognavate di me ...non ho paura della morte ... è un ritorno nella mia vera casa ...".
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