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15/04/2005
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La Gazzetta del Mezzogiorno
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Coppia di donne gay con un «figlio» scoppia la polemica
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Ma loro: la nostra è una famiglia normale
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CARAVAGGIO (BERGAMO)«Donne gay con un figlio? Credo, e ho sempre detto, che la famiglia debba essere considerata come un nucleo naturale che ha, tra le sue finalità, anche la procreazione. Evidentemente, queste signore hanno deciso di comportarsi diversamente»: il senatore Ettore Pirovano, sindaco leghista di Caravaggio, commenta così la notizia, apparsa sul «Corriere della Sera», delle due donne gay di Caravaggio che, grazie ad una sola seduta di inseminazione artificiale in una clinica di Bruxelles, hanno realizzato - come raccontano - il loro sogno di maternità. «Mi spiace, però, che, alla fine - aggiunge il sindaco -, abbiano avuto bisogno di reclamizzare la loro storia attraverso i giornali, come se fosse una questione di orgoglio personale». Terry, 42 anni, esperta di massaggi e di medicina olistica, convivente di Tina, 36 anni, assistente sociale, è da 15 mesi mamma del piccolo Michele. «La nostra è una famiglia normale», dichiarano le due donne, ricostruendo la storia della maternità voluta e sottolineando che la loro scelta non ha provocato alcuno scandalo: « Mai un'occhiata storta: la gente qui ci vuole bene. Gli anziani che abitano nel palazzo si considerano un po' i nonni di Michele». «La ricostruzione - sottolinea il sindaco Pirovano - contiene però anche molte inesattezze. Non è vero, per esempio, che il bimbo disponga di una carta d'identità e tantomeno che su questa vi sia scritto, dell'altra donna, «mamma adottiva non riconosciuta». Lo vieta, prima di ogni altra cosa, la legge italiana. Alla madre biologica, semmai, è stato solo consegnato un certificato idoneo al rilascio del passaporto valido per l'espatrio, contenente solo, e sottolineo solo, le sue generalità e quelle del piccolo. Nient'altro». Il primo cittadino conferma di aver appreso solo dal giornale, i dettagli della storia. E aggiunge: «Di più, nello specifico, non voglio dire. Mi limito, semmai, a ricordare, dal punto di vista politico, che, in sede di approvazione al Senato del Trattato europeo, abbiamo impegnato il Governo, con voto elettronico, su un ordine del giorno che, rispetto alla libertà a cui è improntato il concetto di matrimonio nella Costituzione d'Europa, ribadisce la validità dell'art.29 della Costituzione Italiana. Servirà molto quando, a maggio, i Capi di Stato e di Governo si riuniranno per discutere di eventuali emendamenti».
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