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14/04/2005
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Corriere della Sera
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« Un atto d'egoismo » . « No, quel bimbo potrà essere sereno »
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...Ci sono però le esperienze dei Paesi anglosassoni. « Che parlano di figli sereni — spiega Imma Battaglia, manager e presidente di Digayproject — . Per un gay avere un figlio vuol dire ricominciare daccapo, e quando decide di farlo è davvero pronto...
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MILANO — « Una nuova vita è una nuova vita » . « Una gioia per tutti » . « Certo che ricorrere alla fecondazione assistita.... » . « E poi crescere un bambino senza un padre » . C'è tutto questo nelle parole di chi guarda alla storia di Michele e della sua famiglia. Una famiglia « normale » o « diversa » , a seconda dei punti di vista. In ogni caso una delle tante. « Perché i modelli sono ormai molteplici e nessuno ha il diritto di indicarne uno di riferimento valido per tutti » , sintetizza Alessandro Cecchi Paone che nel suo libro Solo per amore ha spiegato come « ogni epoca ha creato la sua famiglia per il semplice fatto che quella tradizionale, come quella naturale, non esiste » .Vallo a dire ad Alessandra Mussolini, mamma e « tradizionalista » in fatto di tirar su figli prima ancora che di come metterli al mondo. « Un conto è vivere la sessualità in modo diverso, un altro è avere un bambino » . La deputata in jeans che si è battuta « per ottenere una legge sulla fecondazione diversa» metterà «4 croci sul no» a giugno «perché il provvedimento non può essere cambiato con un referendum» : «Ma in questi casi — spiega — ricorrere all'inseminazio ne artificiale è un atto d'egoismo: come inciderà la mancanza di un padre sullo sviluppo del bambino? » . Un interrogativo che si pone anche l'ex presidente della Camera Irene Pivetti «contrarissima» all'assistita ma più aperta ai genitori gay ( « purché donne, vediamo » ) : « Evvivaiddio se questo embrione si è salvato. Se questo bambino è felice lo sono anch'io. Ma i figli hanno bisogno di un padre, specialmente se maschi. Da mamma lo posso dire » . E Anche Anna Oliverio Ferraris, da psicoterapeuta, lo dice: « Il padre è importante per rompere la simbiosi madre figlio e per l'emancipazione del piccolo. Ecco perché una delle due donne dovrebbe fare il papà. Se poi c'è uno zio meglio». Diversamente: « All'inizio tutto rose e fiori. Poi arriva la scuola, il confronto con gli altri, la scoperta della sessualità. E senza un dialogo continuo nascono i problemi. Ma questo ce lo diranno solo i figli delle nostre coppie gay che oggi vanno ancora all'asilo ». Ci sono però le esperienze dei Paesi anglosassoni. « Che parlano di figli sereni — spiega Imma Battaglia, manager e presidente di Digayproject — . Per un gay avere un figlio vuol dire ricominciare daccapo, e quando decide di farlo è davvero pronto. Solo la politica ( e la sua legge che permette esclusivamente a chi ha i soldi di volare a Bruxelles) è indietro rispetto alla società » . Anche quando la società è un piccolo e cattolico paese come Caravaggio: « Questa Italia sorprende per le sue maglie di intelligenza, tolleranza e sensibilità — sorride Lella Costa — . Del resto poche cose sono più benedette di un bambino fortemente voluto » .
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