La vittima della brutale aggressione è in condizioni disperate all'ospedale di Pisa
E' caccia aperta all'aggressore del viados ridotto in fin di vita nel vialone di Marinella. Ad aggredire il ragazzo sarebbe stato un cliente al termine di una prestazione sessuale. Forse l'uomo non voleva pagare il pattuito, oppure avrebbe chiesto qualcosa di extra che il viado ha rifiutato di fare. A quel punto il focoso cliente avrebbe aggredito brutalmente il giovane massacrandogli il viso e provocandogli gravissime lesioni alla testa. Poi l'avrebbe scaricato dall'auto fuggendo nella notte.
Su questa pista stanno lavorando gli agenti del commissariato di Sarzana che anche ieri notte hanno ascoltato numerosi colleghi del giovane viado brasiliano che ha solo 22 anni e che giace inerme all'ospedale di Pisa. Micaela, con questo nome è conosciuto nell'ambiente, Roberto, il trans massacrato di botte l'altra notte lungo il viale XXV Aprile, è irriconoscibile. Il suo viso è deformato dal pestaggio subito, e del bel ragazzo, alto dalla pelle olivastra, che ogni sera vendeva il suo corpo lungo il viale sarzanese, non è rimasto nulla. Il giovane che è ridotto ad un vegetale, non parla e le sue condizioni sono sempre molto gravi.
Il gravissimo episodio accaduto alle porte della città, ancora una volta, ripropone la pericolosità di alcune zone che la notte diventano una sorta di zona franca controllata da prostitute, viados, rapinatori, sfruttatori e malviventi in genere che hanno trovato sulla variante Aurelia, lungo il viale XXV Aprile e a Marinella, terreno facile. Un triangolo che al calar della sera, da luogo tranquillo di passaggio si trasforma in una casbah, dove il sesso mercenario diventa un "polo attrattivo" per i balordi. Nigeriane e giovani donne dell'est a Marinella, Fiumaretta; transessuali, sempre più numerosi, lungo il viale XXV Aprile. Anche ieri sera, a 24 ore dal massacro di Micaela, la zona di via Fontanera brulicava di viados. Neppure la paura di essere aggrediti e malmenati ha fermato decine di ragazzi che vivono a Torre del Lago a recarsi "al lavoro".