Latina.Risposta del Comune alla richiesta di una coppia di trascrizione dell'atto di nozze contratte in Olanda
Latina. Sono sposati in Olanda ma in Italia il loro matrimonio di coppia gay non può essere registrato perché «contrario all'ordine pubblico». Così almeno Antonio Garullo, 39 anni, e Mario Ottocento, 32 anni, si sono sentiti replicare dal Comune di Latina al quale avevano chiesto la trascrizione dell'atto di matrimonio.
La coppia, sposata all'Aja nel 2002, aveva chiesto all'ufficio di Stato civile del Comune di trascrivere l'atto di matrimonio. Il dirigente, Francesco Di Leginio, ha chiesto un parere al ministero dell'Interno «in quanto - si legge nelle carte - trattasi di richiesta di trascrizione di atto formato all'estero, e in considerazione del possibile ricorso degli interessati ad autorità giudiziaria dell'Unione europea, essendo l'Olanda uno stato membro della stessa, si chiede di formulare un parere in ordine alla trascrivibilità o meno dell'atto di matrimonio e delle ragioni fondanti l'eventuale rifiuto». La risposta del ministero è arrivata quattro mesi dopo: per il Viminale l'atto di matrimonio «non è trascrivibile in quanto nel nostro ordinamento non è previsto il matrimonio tra soggetti dello stesso sesso in quanto contrario all'ordine pubblico».
La coppia di Latina da tempo è iscritta nello stesso stato di famiglia all'anagrafe del capoluogo pontino. «Ci stanno ledendo in un diritto fondamentale - hanno detto Antonio Garullo e Mario Ottocento - quello di registrare un atto. Ora faremo ricorso al Tar. Allo Stato civile di Latina ci hanno dato ascolto, sono stati molto gentili, si sono resi conto di questa situazione, però poi è arrivata la nota del ministero....».
Poi una provocazione: «Se ritengono a rischio la nostra incolumità, ce lo dicessero perché a questo punto dobbiamo preoccuparci. In realtà da anni a Latina si sa che siamo una coppia omosessuale, abbiamo un negozio, tra amici - molti dei quali di centro-destra - e clienti nessuno si è mai fatto problemi di alcun genere né siamo stati oggetto di azioni discriminanti di alcun genere. Anzi, tutti ci considerano come una famiglia». La registrazione del matrimonio, tra l'altro, serve alla coppia pontina «per la costituzione di un fondo patrimoniale e ce l'ha chiesta espressamente il notaio». Non manca una nota polemica con le associazioni gay: «Finchè si continuerà a insistere esclusivamente sull'equiparazione delle unioni civili non ci si lamenti se poi arriviamo a situazioni simili. Se anche Zapatero nella cattolicissima Spagna, sente il bisogno di mettere mano a questa materia è forse il caso di cominciare a rendersene conto anche in Italia».
Ma la polemica che si è innescata è anche di carattere terminologico: «La legge matrimonialista italiana - ha detto l'avvocato matrimonialista Anna Maria Bernardini de Pace - vieta il matrimonio fra due persone dello stesso sesso. E il termine ordine pubblico è il termine tecnico per dire che “è fuori dalle norme”». Insomma, «ordine pubblico non va inteso come intervento di piazza ma come estraneità alle norme. La richiesta di registrazione di questo matrimonio non poteva essere accolta perché la nostra legge non prevede questo tipo di matrimonio».