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Comunicato stampa.
Arcigay. il ministro
Carfagna gioca con il diritto all'uguaglianza, mentre il
governo difende gli interessi di pochi.
E’ curioso che il Governo Italiano, per voce
del Ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna ospite del meeting
di CL, definisca non prioritaria la regolamentazione giuridica dei
diritti e doveri delle coppie omosessuali, mentre nel resto del
mondo civile crescono vertiginosamente i Paesi che si sono dotati di
svariate forme di riconoscimento e di tutela di tali famiglie.
A settembre anche Cuba e Lussemburgo ci
supereranno sul piano dei diritti civili. Sono infatti all'ordine
del giorno diverse forme giuridiche di riconoscimento di persone
dello stesso sesso. Il Messico ed il Brasile hanno appena approvato
l’adozione da parte delle coppie omosessuali, la Germania ha esteso
la pensione di reversibilità ai partner dello stesso sesso mentre
negli Stati uniti, dove già 18 mila coppie sono sposate, la
definitiva approvazione del matrimonio gay dovrebbe essere discussa
a breve dalla Corte Suprema.
Siamo consapevoli che, in questo momento, ci
sono nodi difficili ed importanti da affrontare: la disoccupazione,
la crisi economica, l’assenza di tutele per i licenziati, la
precarietà. Noi stessi li viviamo in prima persona, essendo a pieno
diritto parte integrante della società italiana. Ma il progresso
complessivo di una nazione lo si ottiene con scelte coraggiose sul
piano dei diritti sociali e dei diritti civili, due aspetti
strettamente connessi in grado di realizzare il benessere e la
felicità di tutti i cittadini. Coraggio che questo governo sembra
proprio non avere. Le difficoltà economiche e sociali vanno infatti
ad aggiungersi alla totale assenza di diritti per omossessuali,
lesbiche e transgender e complicano ulteriormente le nostre vite,
costringendoci ad una difficile e incivile precarietà esistenziale.
Ci risulta quindi incomprensibile come
provvedimenti semplici e di buon senso, che donano diritti e doveri
a molti senza toglierli a nessuno, come l'accesso al matrimonio per
le persone dello stesso sesso e, perché no, una seria legge per la
lotta all’omofobia come l'estensione della legge Mancino ai reati
commessi in odio all'identità di genere e all'orientamento sessuale,
siano considerato di serie B rispetto ad urgenze più complessive,
quasi noi non fossimo cittadini in senso pieno, quasi noi non
avessimo diritto a quell'uguaglianza che la Costituzione
garantisce a tutti i cittadini della repubblica.
Tutto il mondo, investito dalla
crisi economica, sembra averlo compreso. L'Italia no. D'altra parte
urgenze minoritarie come l’impunità del presidente del
consiglio o il lodo Mondadori o la legge sulle
intercettazioni sembrano di assoluto interesse per il Governo, in
barba ai problemi ben più complessivi del paese.
Al solito, i cittadini, i diritti e il
miglioramento delle condizioni di tutti vengono in secondo piano
rispetto ad interessi ben più "particolari".
Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay |