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Comunicato Stampa Arcigay
14 aprile 2010
ARCIGAY: VOGLIAMO IL MATRIMONIO
CIVILE
L’ANTICHITÀ DI
UN PREGIUDIZIO
NON È UN
BUON MOTIVO PER LA SUA SOPRAVVIVENZA
Arcigay
prende atto con rispetto delle decisioni della Corte Costituzionale
e dell’indicazione di rimettere la questione del matrimonio tra
persone dello stesso sesso al Legislatore. Sappiamo con certezza
che l’Europa e la cultura giuridica dell’Occidente sono dalla parte
del movimento lgbt e con il riconoscimento della piena eguaglianza
di diritti.
Al di là
dell’esito del dibattimento presso la Consulta, abbiamo avuto modo
di verificare l’avanzamento di tale dibattito, che necessita di
nuove energie e di un rinnovato impegno perché esso entri a far
parte della cultura sociale e giuridica in modo maggiormente esteso
e diffuso.
Le persone omosessuali italiane stanno
percorrendo lo stesso sentiero di emancipazione affrontato nel
passato da altri gruppi sociali: schiavi, donne, ebrei, neri.
Le tappe sono analoghe, il risultato non potrà che essere lo stesso.
Oggi come in passato questo segnerà un progresso non solo per i
diritti delle categorie che rappresentiamo, ma dell’intera società
che si scoprirà così più libera e giusta.
L’esito
negativo di oggi ci spinge a rilanciare la nostra lotta di
civiltà, ben consapevoli che il diritto è un’entità viva, in
perenne evoluzione, al pari della società. D’altra parte già in
passato la Corte costituzionale ha emesso importanti sentenze, salvo
poi ribaltarne il contenuto dopo pochi anni. All’inizio degli
anni sessanta la Consulta, interpellata sul tema dell’adulterio,
dichiarò legittima la norma del codice penale che puniva col
carcere, in caso di infedeltà, le donne e non gli uomini. Solo dopo
pochi anni la stessa Corte cambiò completamente opinione e dichiarò
incostituzionale il delitto d’adulterio riconoscendo che i costumi
erano cambiati. Così è accaduto anche per leggi importantissime come
quella del divorzio e dell’aborto.
C’è voluta
ostinazione e tenacia in tutte le lotte che hanno rimosso uno a uno
gli ostacoli all’affermazione del principio di piena uguaglianza, ce
ne vorrà quindi anche oggi per permettere a gay e lesbiche di veder
garantiti i propri diritti. Con questa tenacia riprendiamo la nostra
battaglia di libertà con un nuovo strumento: il costituendo Comitato
“Sì lo voglio” che consoliderà l’opera culturale e giuridica per
l’ottenimento del matrimonio civile fra le persone dello stesso
sesso.
Ribadiamo
oggi quanto scrisse la Corte Suprema del Sudafrica quando ammise il
matrimonio tra persone dello stesso sesso: “L’antichità di un
pregiudizio non è un buon motivo per la sua sopravivenza”. |