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Comunicato Stampa Arcigay
10 dicembre 2009
Arcigay riconosciuta istituzione di tutela dei
diritti delle persone gay
Sarà parte civile contro la violenza omofoba di Pordenone
La strada giudiziaria apre la via ad una svolta culturale e politica
nel nostro Paese. Adesso il Parlamento segua l’esempio del
Magistrato e approvi una legge concreta contro i reati di odio
omofobico e transfobico
Questa mattina il GIP del Tribunale di Pordenone, Alberto Rossi,
ha ammesso la costituzione di parte civile di Arcigay in relazione
alla grave aggressione omofoba accaduta il 23 gennaio scorso nel
centro della città friulana ai danni di un ragazzo gay disabile da
parte di tre giovani. Il processo avrà inizio il 22 febbraio
2010.
Il GIP, sostenendo l’interesse proprio e diretto nel procedimento
della nostra Associazione, anche in virtù della recente omologa
decisione del Tribunale di Roma in relazione alla vicenda
Svastichella, ha accolto la richiesta di costituzione come parte
civile di Arcigay, parallelamente a quella del Comune di Pordenone.
La vittima, non vedente e con notevoli difficoltà deambulatorie, si
trovava in Piazza XX Settembre un venerdì sera, l'ora di punta
dell’aperitivo, ad attendere il padre e venne improvvisamente
aggredito, davanti a centinaia di persone, dai tre imputati che
incominciarono a schiaffeggiarlo e spintonarlo fino a gettarlo a
terra dove venne preso ripetutamente a calci in faccia e sulla
schiena ed apostrofato con espressione del tipo "Frocio bastardo,
frocio di merda, pedofilo". Gli venne addirittura scaraventato
addosso un espositore metallico di giornali. I tre successivamente
si dileguarono sghignazzando e urlando che stavano andando a "dare
una bella lezione ai froci”.
"È con estrema soddisfazione che accogliamo la decisione del GIP” -
ha dichiarato l'Avvocato Francesco Furlan – “Ritengo,
inoltre, estremamente positiva la valutazione svolta dal Magistrato
sull'interesse di Arcigay a partecipare al procedimento penale, non
tanto quanto in rappresentanza della persona offesa alla quale,
vanno tutta la nostra vicinanza e affetto, ma per un interesse
specifico dell'Associazione che vede finalmente riconosciuto, dopo
il caso romano, un proprio ruolo istituzionale nella tutela e
riconoscimento dei diritti delle persone lgbt".
“Si tratta di un grande passo in avanti per la civiltà del nostro
Paese.” – dichiara il presidente nazionale Arcigay Aurelio Mancuso –
“Arcigay persegue con tenacia da anni e con successo la via
giudiziaria per difendere la tutela fisica e la dignità delle
persone omosessuali e crede fermamente che queste battaglie
possano dare una svolta culturale per l’affermazione dei nostri
diritti di pari dignità.”
“Il magistrato di Udine ha dato una grande lezione alla nostra
politica. Non possiamo permettere che le violenze ai danni delle
persone lgbt restino ancora impunite o addirittura sommerse nel
silenzio causato dal vuoto legislativo che legittima un clima
culturale di pregiudizio e odio verso l’altro.”
“Negli ultimi due anni sono quasi 200 solo gli episodi emersi di
violenza omofobica e transfobica in Italia: proprio oggi la
Commissione Giustizia della Camera riprende un nuovo dibattito su
una legge sul tema, dopo il vergognoso stop di ottobre” – conclude
Mancuso – “è necessario che in tempi brevissimi il nostro parlamento
apra gli occhi su questi episodi e approvi una legge per
l’estensione dei reati di odio, per la tutela fisica e morale delle
persone.” |