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cronologico
VERBALI ASSEMBLEE
 
INDICE
Verbali assemblee con Ordine del Giorno
Assemblea str. del 2 dicembre 2001
Assemblea str. del 28 ottobre 2001
Assemblea str. dell'8 ottobre 2001
Assemblea str. del 19 luglio 2001
Assemblea str. del 27 maggio 2001
Assemblea ord. del 28 marzo 2001
Assemblea ord. del 18 febbraio 2001
Assemblea ord. del 3 dicembre 2000

 

 

 

 

 

 

Verbale dell'Assemblea straordinaria
del 2 dicembre 2001

 

Ordine del giorno:

Elezione dei delegati del Centro di Iniziativa Gay di Milano al Congresso Nazionale dell’Arcigay, che si terrà a Rimini in data 2 e 3 febbraio 2002.

L’elezione si effettua con sistema proporzionale.
Alle ore 17:00 del 2 dicembre 2001, si erano iscritti candidati nell’apposito modulo affisso in bacheca i seguenti soci del C.I.G.
Lista uno: Paolo Ferigo (capolista), Amedeo Patrizi, Marco Albertini, Fabrizio Calzaretti, Gianfranco Mangiarotti. Candidati di riserva, nel caso qualcuno dei sopra menzionati non possa partecipare: Angelo Lo Russo, Giovanni Maria Ledda.
Il modulo delle iscrizioni esposto in bacheca è allegato.
Domenica 2 dicembre 2001, nella sede di via Bezzecca 3, il presidente del C.I.G. Paolo Ferigo dichiara aperta l’Assemblea, che elegge Ferigo stesso presidente, Alberto Magni segretario.
Sono presenti: il presidente Paolo Ferigo, il tesoriere Angelo Lo Russo, il vicepresidente Marco Albertini, il consigliere del Direttivo Alberto Magni.
I portavoce dei Gruppi di lavoro: Paolo Ferigo del Gruppo AIDS, Fabio Pellegatta del Cultura. Alberto Magni in rappresentanza dell’Accoglienza e Marco Albertini in rappresentanza del Telefono Amico.
In totale sono presenti dodici soci con diritto di voto e nessuna delega.
Ferigo ricorda ai soci che il Congresso Nazionale di Arcigay ha il compito di eleggere il Presidente, il Segretario e il Consiglio Nazionale di Arcigay in carica per i prossimi tre anni. In base al numero dei soci tesserati al 31 dicembre del 2000, cioè 321, il C.I.G. è chiamato ad eleggere cinque delegati effettivi e alcuni delegati di riserva, nel caso che qualche eletto non possa recarsi al Congresso a Rimini. Alle elezioni dei delegati si presentano cinque candidati di un’unica lista e due di riserva. Presenta quindi ai soci Aurelio Mancuso, attuale responsabile dei rapporti con i circoli e candidato segretario alle elezioni del Congresso.
Mancuso intende presentare al Congresso un documento unico sottoscritto dalla Segreteria Nazionale uscente che progetta una graduale trasformazione dell’organizzazione di Arcigay rispetto ad oggi. Si confrontano in questo momento due correnti riformiste, quella che fa capo ad Alessio De Giorgi, che vorrebbe attuare una riforma rapida che prevede la chiusura dei circoli piccoli e dispersivi e punta sulla rappresentanza regionale. Dovrebbero nascere associazioni di servizi, in grado di fornire consulenze nel campo legale, sanitario, economico, lavorativo. L’altra corrente, che fa capo a Mancuso stesso e a Sergio Lo Giudice, prevede una riforma graduale. Non si vuole sacrificare una caratteristica importante di Arcigay oggi, quella di essere presente su tutto il territorio nazionale in modo capillare. E’ l’unica struttura nazionale che ha impatto sui mass media e che, sommati circuito commerciale e politico, rappresenta circa centomila iscritti. Non mancano problemi, a cominciare dall’incapacità di incidere davvero sia nella comunità omosessuale sia nella politica del Paese. La comunità sembra oggi pronta ad una visibilità complessiva nella società, come dimostra il successo dei Gay Pride degli ultimi due anni, manca però ancora la visibilità a livello individuale.
I locali ricreativi del circuito Arcigay sono uno strumento non efficace – o almeno non più sufficiente - per costruire una comunità consapevole di sé e politicamente matura. I circoli politici sono però troppo deboli, a eccezione di pochi, come Milano, Pisa, Bologna e Perugia. Occorre costruire una fase “sindacale” del movimento. Arcigay si colloca nell’area di sinistra, ma non si identifica con nessun partito o corrente partitica, si occupa e si deve occupare primariamente di omosessuali. Deve saper costituire strutture poste al servizio della comunità in grado di fornire strumenti economici, consulenze, sportelli tematici: veri Gay Center. Occorre elaborare progetti che sortiscano i finanziamenti dell’Unione Europea e rafforzare la solidità culturale da Palermo ad Aosta.
Anche il circuito ricreativo deve essere riformato. Oggi conta sessanta locali in tutta Italia, notevolmente aumentati di numero negli ultimi anni, ma che non sempre e non tutti garantiscono ai gay il rispetto in quanto tali. Nei prossimi tre anni, Mancuso si impegna a far partire la riforma dei locali ricreativi. Si affilieranno soltanto imprenditori seri, consapevoli di essere parte di un progetto. I locali e i servizi commerciali offerti dovranno soddisfare a standard qualitativi. I gestori terranno un rapporto di collaborazione con i circoli politici locali. Chi non rispetta la dignità dei gay, anche nel momento di svago, sarà espulso dal circuito.
Milano costituisce una tappa importante del progetto generale di riforma. Essendo uno dei centri del movimento gay a livello nazionale, deve essere un centro propulsore della riforma verso la costituzione dei Gay Center. Arcigay offre suggerimenti, non linee politiche, i circoli sono e restano autonomi sul loro territorio. La prossima tappa importante è il Pride del 2002, nel quale Arcigay vuole investire risorse umane e politiche.
Mancuso conclude l’intervento invitando i soci del C.I.G. a partecipare ai lavori congressuali e a contribuire alla discussione della riforma.
Interviene Bettera. La sinistra non ha fatto nulla di concreto per gli omosessuali negli anni in cui è stata al Governo e non fornisce un efficace sostegno alla causa dall’opposizione. E’ necessario cercare sostegni trasversali in tutto l’arco parlamentare per riuscire ad approvare leggi sui diritti civili dei gay che ci avvicinino al resto d’Europa.
Albertini sottolinea la necessità di creare formazione a beneficio di chi subentra all’interno della struttura. Altrimenti le nuove leve devono crearsi da sé un cammino che può essere dispersivo.
Pellegatta chiede come pensa Mancuso la fase sindacale del movimento.
Mancuso risponde che si ispira al modello organizzativo del settore no-profit di area cattolica e alla C.G.I.L. Deve essere prevista una formazione specifica tenuta da professionisti, alla quale occorre destinare una parte del bilancio. Bisognerà curare la comunicazione tra i circoli e coltivare contatti con giornalisti di riferimento e con politici locali per un’efficace azione di lobbing.
Ferigo sottolinea che il C.I.G. sta già operando in questa direzione: ha costruito una nuova credibilità attraverso il Pride, ha creato un ufficio stampa e una rete di contatti personali con giornalisti. I circoli politici locali chiedono però qualcosa di concreto al Nazionale, cioè che favorisca in ogni occasione possibile i rapporti tra circoli ricreativi e circoli politici.
Conclusi gli interventi, si procede alla votazione esercitata per alzata di mano. Uscito Davide Bruno alle 22:45, i candidati della lista uno risultano eletti con nove voti favorevoli e due astenuti.
Alle 23:30 il Presidente dichiara chiusa l’Assemblea.

Approvano questo verbale:
il segretario
Alberto Magni
il presidente
Paolo Ferigo


 


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