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cronologico
VERBALI ASSEMBLEE
 
INDICE
Verbali assemblee con Ordine del Giorno
Assemblea str. del 2 dicembre 2001
Assemblea str. del 28 ottobre 2001
Assemblea str. dell'8 ottobre 2001
Assemblea str. del 19 luglio 2001
Assemblea str. del 27 maggio 2001
Assemblea ord. del 28 marzo 2001
Assemblea ord. del 18 febbraio 2001
Assemblea ord. del 3 dicembre 2000

 

 

 

 

 

 

Verbale dell'Assemblea straordinaria
dell'8 ottobre 2001

 

Ordine del giorno:

Ordine del giorno:
1. Proposta di adesione alla nuova Associazione ARCI per l'obiezione di coscienza.
2. Proposta di sottoscrizione del Protocollo di intesa con il sindacato UIL e le associazioni Arcilesbica e Arcitrans per l'organizzazione di uno Sportello Lavoro per le problematiche GLBT.
3. Relazioni da parte dei Gruppi di lavoro e delle Commissioni da parte dei rispettivi portavoce e responsabili.
4. Discussione del GLBT Pride 2002 previsto a Milano e relative decisioni in merito alla posizione del Circolo.
La convocazione esposta in bacheca è allegata.

Lunedì 8 ottobre 2001, constatata alle 19:00 la mancanza del numero legale, alle 21:30 in seconda convocazione, nella sede di via Bezzecca 3, il presidente del C.I.G. Paolo Ferigo dichiara aperta l'Assemblea, che elegge Ferigo stesso presidente, Alberto Magni segretario.
Sono presenti: il presidente Paolo Ferigo, il tesoriere Angelo Lorusso, il vicepresidente Marco Albertini, i consiglieri del Direttivo Amedeo Patrizi e Alberto Magni.
I portavoce dei Gruppi di lavoro: Paolo Ferigo del Gruppo AIDS, Gianfranco Mangiarotti del Biblioteca, Fabio Pellegatta del Cultura, Stefano Oldani del Telefono Amico, Sergio Viganò dello Scuola, Cristian Stentarelli dell'Accoglienza.
In totale sono presenti trentasei soci con diritto di voto e tre deleghe che sono allegate: Davide Teobaldo delega Antonio Valdisturlo, Camillo Civardi delega Alberto Sala, Massimiliano Matteri delega Stefano Oldani.
Invitato dal Presidente, Viganò spiega ai soci che ARCI istituisce il progetto Arci Servizio Civile allo scopo di progettare il servizio civile volontario, poiché dal 2006 non esisterà più il servizio civile obbligatorio in sostituzione di quello militare. Fino a quel termine, il CIG continuerà a ricevere obiettori, se saranno disponibili. Oltre quel termine, il CIG non riceverà più nessuno se non partecipa a questo progetto che si organizza a livello nazionale ed è distribuito sul territorio. Arci Milano ha presentato per prima progetti in merito. Arcigay Nazionale non ha finora aderito.
Mangiarotti chiede quali vantaggi avrà chi sceglie il servizio civile volontario, Viganò risponde che il trattamento economico è da stabilire e con esso quanto sarà a carico delle associazioni che beneficiano del servizio. Il volontario riceverà dei crediti formativi che faranno parte del suo curriculum. Ferigo sottolinea che sarà un'occasione di crescita per il CIG l'obbligo di presentare progetti al fine di ricevere volontari.
L'Assemblea approva l'adesione al progetto con trentotto voti favorevoli e uno astenuto.
Ferigo illustra ai soci i contenuti del Protocollo di intesa con il sindacato UIL e le associazioni gaylesbotrans per l'organizzazione di uno Sportello Lavoro. Il progetto, curato da Cristian Moggi e denominato Sportello Volare, nasce all'interno della UIL e si propone di lottare contro le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere nel luogo di lavoro, di favorire la conoscenza delle diversità sessuali tra i lavoratori, di fornire una rete di sostegno psicologica, informativa e legale ai lavoratori gaylesbotrans. All'interno della UIL sarà possibile incontrare su appuntamento un rappresentante dell'Arcigay e al C.I.G. sarà possibile incontrare un sindacalista: è previsto uno scambio reciproco di informazioni tra i due istituti al fine di integrare le rispettive competenze.
L'Assemblea conferisce a Ferigo l'incarico di discutere e di firmare il Protocollo di intesa con trentotto voti a favore e uno astenuto. Ferigo si impegna ad aggiornare i soci sullo sviluppo del progetto. Il documento di presentazione del Protocollo di intesa è allegato.
Ferigo annuncia che il Triangolo Silenzioso, gruppo di gay non udenti, ritorna a far parte del C.I.G., dove terrà i propri incontri, e presenta ai soci il referente del gruppo, Raffaele Donati. E' in progetto un corso per apprendere la lingua italiana dei segni, per favorire la comunicazione all'interno del C.I.G..
Si presenta all'Assemblea per essere riconosciuto il Gruppo di canto Gay Choir Men, un nuovo Gruppo di lavoro, il cui portavoce è Nicola Comite. L'iniziativa è partita in aprile e ha offerto un momento di aggregazione e insieme di divertimento. Dopo la pausa estiva, gli incontri sono ripresi con successo e si tengono di venerdì.
Ferigo relaziona ai soci dello stato della Commissione Giovani. Il gruppo è attualmente formato da ragazzi tra i 14 e i 21 anni, studenti e lavoratori, che si incontrano ed elaborano la propria identità gay attraverso il confronto con coetanei. Dopo il tentativo fallito di trovare un referente interno al gruppo, il Direttivo ha incontrato due volontari affinché si occupino di seguire le riunioni dei giovani rivestendo il ruolo di guida. Sono Daniele di Livorno, 27 anni, maestro elementare, laureato in Lettere, con esperienza di capo Scout e di oratorio ed Emìl, 20 anni, che ha frequentato l'ultimo corso di formazione di operatore del Telefono Amico. Uno psicologo sarà reperibile per eventuali problemi e per colloqui singoli in caso di necessità, come ad esempio nel caso che la relazione con la famiglia lo richieda.
Patrizi presenta il progetto del nuovo GaP, il giornale del Centro, che si vuole rinnovare nella veste grafica, nel formato e nei contenuti, perché diventi la voce del C.I.G. al di fuori dell'Associazione, distribuito gratuitamente nei locali gay e nelle librerie cittadine (il nome sarà registrato in tribunale a questo scopo). Invita i soci interessati a partecipare al progetto alle prossime riunioni della redazione di GaP.
Ferigo passa trattare della situazione dei Gruppi di lavoro. Il Direttivo ha richiesto ai portavoce dei singoli Gruppi di presentare un testo che spieghi gli obiettivi che il Gruppo vuole perseguire e le attività in corso, che elenchi i volontari attualmente operativi e che segnali eventuali problemi interni al Gruppo, con il duplice scopo di fare un censimento delle attività del Centro e di redigere un nuovo volantino di presentazione del C.I.G.. Pochi hanno finora esaudito la richiesta, ma è intenzione del Direttivo elaborare linee comuni in merito all'unità dell'Associazione che i Gruppi, nella propria autonomia, interpretino.
Mosca osserva che i Gruppi esprimono un pluralismo di vedute in modo pienamente democratico, ciò è una ricchezza che non deve essere penalizzata dalla volontà di avere un'unica linea di comportamento.
Ferigo puntualizza che non è intenzione del Direttivo interferire con l'autonomia dei Gruppi, bensì favorire la comunicazione tra le diverse forze che operano al C.I.G. e fornire a tutti delle informazioni di base sul significato del volontariato in un'Associazione che ha una sua storia e una sua unità. Il Direttivo esercita un controllo all'interno dell'Associazione nel tentativo di organizzare l'insieme delle attività. Chi fa il volontario lo fa per gli altri e non per se stesso e l'impegno deve essere alto.
Mosca, riferendosi a studi sul volontariato, fa notare che il volontario opera innanzitutto per se stesso, si porta a casa qualcosa che serve a lui e che in secondo luogo serve anche agli altri. I volontari donano il loro tempo libero e si fondano sull'entusiasmo della volontà e perciò non possono essere soggetti al controllo dall'esterno.
Patrizi precisa che l'attività del volontario è un impegno serio, proprio di una persona responsabile che non viene meno ai compiti che si è assunto in cooperazione con altri.
Mariella lascia l'Assemblea alle 23:30.
Viganò ricorda di aver sollecitato la discussione dell'identità del C.I.G. in modo trasversale tra i Gruppi di lavoro in passato. Ora si rende conto dei limiti di tempo e disponibilità dei volontari che fanno parte del Gruppo Scuola e giudica controproducente l'iniziativa, che sarebbe vissuta come un'ingerenza dall'esterno, come se qualcuno volesse imporre al Gruppo cosa fare o dire.
Per richiesta di Sala al Presidente, l'Assemblea vota di rimandare il dibattito sui Gruppi di lavoro alla prossima Assemblea prevista. Risultano quattro voti contrari, sette astenuti, diciassette favorevoli. Si passa alla discussione del Pride del 2002.
Ferigo riferisce che Arcobaleno sta discutendo del Pride del 2002. E' convinzione diffusa che, dopo il successo del Pride del 2001 a Milano, se le associazioni non organizzeranno la prossima edizione, saranno le attività commerciali a farlo, penalizzando il contenuto politico della manifestazione. Arcobaleno, per superare le divisioni interne che hanno accompagnato la scorsa edizione, sta valutando l'idea che si istituisca un Comitato organizzatore che si occupi dell'aspetto tecnico, come le autorizzazioni, i fornitori, gli sponsor, il palco, mentre resti alle associazioni il compito di elaborare il messaggio politico e gli strumenti per veicolarlo alla società. Del Comitato organizzatore farebbero parte quei volontari che nel 2001 hanno maturato questa esperienza e hanno dimostrato la serietà del proprio impegno.
Arcigay Nazionale riconosce come istituzionali i Pride di Milano e di Roma ai quali si associa uno o più altri Pride itineranti di contenuto peculiarmente politico. Il Nazionale non darà un contributo materiale alla realizzazione dei Pride istituzionali.
Mangiarotti sostiene che l'opportunità di fare il Pride è fuori discussione. Occorre però tenere presenti le esigenze delle varie parti in gioco, cioè il movimento, i locali, i mass-media gay.
Pullano valuta dispersiva l'idea di organizzare più Pride in Italia e si dichiara contrario a quello di Milano. Valeriani obietta che anche piccoli Pride locali come Catania 2001 sono una prova di coraggio tanto più notevole quanto più è difficile l'ambiente dove manifestano.
Ferigo chiede all'Assemblea di votare l'appoggio al Pride a Milano nel 2002.
Pellegatta denuncia che si chiede di votare una scatola vuota, perché l'Assemblea non ha discusso i contenuti politici di questo Pride. Ferigo assicura che il presidente del C.I.G. ha il mandato di rappresentare l'Associazione in Arcobaleno. Tutte le decisioni prese in Arcobaleno devono essere discusse e approvate dalle rispettive associazioni, i presidenti fungono solo da tramite tra le rispettive associazioni e il coordinamento. Pertanto tutte le proposte di Arcobaleno sul prossimo Pride saranno discusse e votate in Assemblea.
L'Assemblea approva che il C.I.G. appoggi l'organizzazione del Pride con trentadue voti favorevoli, cinque astenuti e uno contrario.
Il Presidente dichiara chiusa l'Assemblea a mezzanotte.


Approvano questo verbale:
il Presidente
Paolo Ferigo

il Segretario
Alberto Magni

 


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