Ordine del giorno:
Ordine del giorno:
1. Proposta di adesione alla nuova Associazione ARCI per l'obiezione
di coscienza.
2. Proposta di sottoscrizione del Protocollo di intesa con
il sindacato UIL e le associazioni Arcilesbica e Arcitrans
per l'organizzazione di uno Sportello Lavoro per le problematiche
GLBT.
3. Relazioni da parte dei Gruppi di lavoro e delle Commissioni
da parte dei rispettivi portavoce e responsabili.
4. Discussione del GLBT Pride 2002 previsto a Milano e relative
decisioni in merito alla posizione del Circolo.
La convocazione esposta in bacheca è allegata.
Lunedì 8 ottobre 2001, constatata alle 19:00 la mancanza
del numero legale, alle 21:30 in seconda convocazione, nella
sede di via Bezzecca 3, il presidente del C.I.G. Paolo Ferigo
dichiara aperta l'Assemblea, che elegge Ferigo stesso presidente,
Alberto Magni segretario.
Sono presenti: il presidente Paolo Ferigo, il tesoriere Angelo
Lorusso, il vicepresidente Marco Albertini, i consiglieri
del Direttivo Amedeo Patrizi e Alberto Magni.
I portavoce dei Gruppi di lavoro: Paolo Ferigo del Gruppo
AIDS, Gianfranco Mangiarotti del Biblioteca, Fabio Pellegatta
del Cultura, Stefano Oldani del Telefono Amico, Sergio Viganò
dello Scuola, Cristian Stentarelli dell'Accoglienza.
In totale sono presenti trentasei soci con diritto di voto
e tre deleghe che sono allegate: Davide Teobaldo delega Antonio
Valdisturlo, Camillo Civardi delega Alberto Sala, Massimiliano
Matteri delega Stefano Oldani.
Invitato dal Presidente, Viganò spiega ai soci che
ARCI istituisce il progetto Arci Servizio Civile allo scopo
di progettare il servizio civile volontario, poiché
dal 2006 non esisterà più il servizio civile
obbligatorio in sostituzione di quello militare. Fino a quel
termine, il CIG continuerà a ricevere obiettori, se
saranno disponibili. Oltre quel termine, il CIG non riceverà
più nessuno se non partecipa a questo progetto che
si organizza a livello nazionale ed è distribuito sul
territorio. Arci Milano ha presentato per prima progetti in
merito. Arcigay Nazionale non ha finora aderito.
Mangiarotti chiede quali vantaggi avrà chi sceglie
il servizio civile volontario, Viganò risponde che
il trattamento economico è da stabilire e con esso
quanto sarà a carico delle associazioni che beneficiano
del servizio. Il volontario riceverà dei crediti formativi
che faranno parte del suo curriculum. Ferigo sottolinea che
sarà un'occasione di crescita per il CIG l'obbligo
di presentare progetti al fine di ricevere volontari.
L'Assemblea approva l'adesione al progetto con trentotto voti
favorevoli e uno astenuto.
Ferigo illustra ai soci i contenuti del Protocollo di intesa
con il sindacato UIL e le associazioni gaylesbotrans per l'organizzazione
di uno Sportello Lavoro. Il progetto, curato da Cristian Moggi
e denominato Sportello Volare, nasce all'interno della UIL
e si propone di lottare contro le discriminazioni basate sull'orientamento
sessuale e sull'identità di genere nel luogo di lavoro,
di favorire la conoscenza delle diversità sessuali
tra i lavoratori, di fornire una rete di sostegno psicologica,
informativa e legale ai lavoratori gaylesbotrans. All'interno
della UIL sarà possibile incontrare su appuntamento
un rappresentante dell'Arcigay e al C.I.G. sarà possibile
incontrare un sindacalista: è previsto uno scambio
reciproco di informazioni tra i due istituti al fine di integrare
le rispettive competenze.
L'Assemblea conferisce a Ferigo l'incarico di discutere e
di firmare il Protocollo di intesa con trentotto voti a favore
e uno astenuto. Ferigo si impegna ad aggiornare i soci sullo
sviluppo del progetto. Il documento di presentazione del Protocollo
di intesa è allegato.
Ferigo annuncia che il Triangolo Silenzioso, gruppo di gay
non udenti, ritorna a far parte del C.I.G., dove terrà
i propri incontri, e presenta ai soci il referente del gruppo,
Raffaele Donati. E' in progetto un corso per apprendere la
lingua italiana dei segni, per favorire la comunicazione all'interno
del C.I.G..
Si presenta all'Assemblea per essere riconosciuto il Gruppo
di canto Gay Choir Men, un nuovo Gruppo di lavoro, il cui
portavoce è Nicola Comite. L'iniziativa è partita
in aprile e ha offerto un momento di aggregazione e insieme
di divertimento. Dopo la pausa estiva, gli incontri sono ripresi
con successo e si tengono di venerdì.
Ferigo relaziona ai soci dello stato della Commissione Giovani.
Il gruppo è attualmente formato da ragazzi tra i 14
e i 21 anni, studenti e lavoratori, che si incontrano ed elaborano
la propria identità gay attraverso il confronto con
coetanei. Dopo il tentativo fallito di trovare un referente
interno al gruppo, il Direttivo ha incontrato due volontari
affinché si occupino di seguire le riunioni dei giovani
rivestendo il ruolo di guida. Sono Daniele di Livorno, 27
anni, maestro elementare, laureato in Lettere, con esperienza
di capo Scout e di oratorio ed Emìl, 20 anni, che ha
frequentato l'ultimo corso di formazione di operatore del
Telefono Amico. Uno psicologo sarà reperibile per eventuali
problemi e per colloqui singoli in caso di necessità,
come ad esempio nel caso che la relazione con la famiglia
lo richieda.
Patrizi presenta il progetto del nuovo GaP, il giornale del
Centro, che si vuole rinnovare nella veste grafica, nel formato
e nei contenuti, perché diventi la voce del C.I.G.
al di fuori dell'Associazione, distribuito gratuitamente nei
locali gay e nelle librerie cittadine (il nome sarà
registrato in tribunale a questo scopo). Invita i soci interessati
a partecipare al progetto alle prossime riunioni della redazione
di GaP.
Ferigo passa trattare della situazione dei Gruppi di lavoro.
Il Direttivo ha richiesto ai portavoce dei singoli Gruppi
di presentare un testo che spieghi gli obiettivi che il Gruppo
vuole perseguire e le attività in corso, che elenchi
i volontari attualmente operativi e che segnali eventuali
problemi interni al Gruppo, con il duplice scopo di fare un
censimento delle attività del Centro e di redigere
un nuovo volantino di presentazione del C.I.G.. Pochi hanno
finora esaudito la richiesta, ma è intenzione del Direttivo
elaborare linee comuni in merito all'unità dell'Associazione
che i Gruppi, nella propria autonomia, interpretino.
Mosca osserva che i Gruppi esprimono un pluralismo di vedute
in modo pienamente democratico, ciò è una ricchezza
che non deve essere penalizzata dalla volontà di avere
un'unica linea di comportamento.
Ferigo puntualizza che non è intenzione del Direttivo
interferire con l'autonomia dei Gruppi, bensì favorire
la comunicazione tra le diverse forze che operano al C.I.G.
e fornire a tutti delle informazioni di base sul significato
del volontariato in un'Associazione che ha una sua storia
e una sua unità. Il Direttivo esercita un controllo
all'interno dell'Associazione nel tentativo di organizzare
l'insieme delle attività. Chi fa il volontario lo fa
per gli altri e non per se stesso e l'impegno deve essere
alto.
Mosca, riferendosi a studi sul volontariato, fa notare che
il volontario opera innanzitutto per se stesso, si porta a
casa qualcosa che serve a lui e che in secondo luogo serve
anche agli altri. I volontari donano il loro tempo libero
e si fondano sull'entusiasmo della volontà e perciò
non possono essere soggetti al controllo dall'esterno.
Patrizi precisa che l'attività del volontario è
un impegno serio, proprio di una persona responsabile che
non viene meno ai compiti che si è assunto in cooperazione
con altri.
Mariella lascia l'Assemblea alle 23:30.
Viganò ricorda di aver sollecitato la discussione dell'identità
del C.I.G. in modo trasversale tra i Gruppi di lavoro in passato.
Ora si rende conto dei limiti di tempo e disponibilità
dei volontari che fanno parte del Gruppo Scuola e giudica
controproducente l'iniziativa, che sarebbe vissuta come un'ingerenza
dall'esterno, come se qualcuno volesse imporre al Gruppo cosa
fare o dire.
Per richiesta di Sala al Presidente, l'Assemblea vota di rimandare
il dibattito sui Gruppi di lavoro alla prossima Assemblea
prevista. Risultano quattro voti contrari, sette astenuti,
diciassette favorevoli. Si passa alla discussione del Pride
del 2002.
Ferigo riferisce che Arcobaleno sta discutendo del Pride del
2002. E' convinzione diffusa che, dopo il successo del Pride
del 2001 a Milano, se le associazioni non organizzeranno la
prossima edizione, saranno le attività commerciali
a farlo, penalizzando il contenuto politico della manifestazione.
Arcobaleno, per superare le divisioni interne che hanno accompagnato
la scorsa edizione, sta valutando l'idea che si istituisca
un Comitato organizzatore che si occupi dell'aspetto tecnico,
come le autorizzazioni, i fornitori, gli sponsor, il palco,
mentre resti alle associazioni il compito di elaborare il
messaggio politico e gli strumenti per veicolarlo alla società.
Del Comitato organizzatore farebbero parte quei volontari
che nel 2001 hanno maturato questa esperienza e hanno dimostrato
la serietà del proprio impegno.
Arcigay Nazionale riconosce come istituzionali i Pride di
Milano e di Roma ai quali si associa uno o più altri
Pride itineranti di contenuto peculiarmente politico. Il Nazionale
non darà un contributo materiale alla realizzazione
dei Pride istituzionali.
Mangiarotti sostiene che l'opportunità di fare il Pride
è fuori discussione. Occorre però tenere presenti
le esigenze delle varie parti in gioco, cioè il movimento,
i locali, i mass-media gay.
Pullano valuta dispersiva l'idea di organizzare più
Pride in Italia e si dichiara contrario a quello di Milano.
Valeriani obietta che anche piccoli Pride locali come Catania
2001 sono una prova di coraggio tanto più notevole
quanto più è difficile l'ambiente dove manifestano.
Ferigo chiede all'Assemblea di votare l'appoggio al Pride
a Milano nel 2002.
Pellegatta denuncia che si chiede di votare una scatola vuota,
perché l'Assemblea non ha discusso i contenuti politici
di questo Pride. Ferigo assicura che il presidente del C.I.G.
ha il mandato di rappresentare l'Associazione in Arcobaleno.
Tutte le decisioni prese in Arcobaleno devono essere discusse
e approvate dalle rispettive associazioni, i presidenti fungono
solo da tramite tra le rispettive associazioni e il coordinamento.
Pertanto tutte le proposte di Arcobaleno sul prossimo Pride
saranno discusse e votate in Assemblea.
L'Assemblea approva che il C.I.G. appoggi l'organizzazione
del Pride con trentadue voti favorevoli, cinque astenuti e
uno contrario.
Il Presidente dichiara chiusa l'Assemblea a mezzanotte.
Approvano questo verbale:
il Presidente
Paolo Ferigo
il Segretario
Alberto Magni
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