Ordine del giorno:
partecipazione del C.I.G. alla manifestazione di sabato 21 luglio
2001 a Genova indetta dal GSF – Genoa Social Forum in
occasione del vertice del G8.
Il 19 luglio 2001, nella sede di via Bezzecca 3, alle ore
21:15, il presidente del C.I.G. Paolo Ferigo dichiara aperta
l’Assemblea dei soci che elegge Ferigo stesso presidente
e Angelo Lo Russo segretario. Sono presenti il vicepresidente
Marco Albertini, Fabio Pellegatta portavoce del Gruppo Cultura
e Gianfranco Mangiarotti del Gruppo Biblioteca.
Sono presenti sedici soci con diritto di voto, non vengono
presentate deleghe.
Ferigo si scusa per il ritardo con cui ha luogo questa Assemblea
sulla manifestazione in occasione del G8, ma il Direttivo
ha deciso di convocare i soci in quanto nello Statuto dell’Associazione
non sono contemplati i temi della manifestazione. Quale posizione
i soci vogliono che il C.I.G. assuma?
Pellegatta, invitato a chiarire l’argomento, prende
la parola. Dove va l’economia? Le regole economiche
devono crescere nel rispetto dei diritti dell’uomo.
Noi gay siamo portavoce di alcuni di questi diritti. Un’Associazione
come il C.I.G. non può non aderire al movimento di
chi lavora per i diritti dell’uomo. La presente Assemblea
nasce dalle domande poste dal Gruppo Cultura: i diritti dei
gay possono e devono coesistere con gli altri diritti? Il
C.I.G. deve partecipare? Come essere presenti alla manifestazione?
Facendosi portatori di quale messaggio?
Ferigo fa notare che nel dibattito assembleare molti pensano
che nella manifestazione contro il G8 non si parli solo di
diritti civili. Si scontrano due anime. Non si può
sapere cosa pensa un socio di tutti i problemi. Un socio si
iscrive per sostenere la lotta per i diritti degli omosessuali.
Si scontrano nel dibattito diverse posizioni sulla partecipazione,
contro la partecipazione, sull’andare in massa o inviare
una rappresentanza, andare con o senza lo striscione del Centro,
se i gay c’entrano o no con gli altri problemi del mondo?
E il mondo penserà anche ai nostri diritti o ci chiederà
solo di partecipare?
Pellegatta sostiene che, riguardando la manifestazione i diritti
dell’uomo, la partecipazione del C.I.G. è coerente
con le finalità dell’Associazione.
Mangiarotti osserva che il movimento anti-globalizzazione
si sta evolvendo. Quando un movimento parte dalla base è
positivo. Arcigay dovrebbe partecipare consapevolmente e inserirsi
in uno spezzone peculiare (Aids – diritti civili –
questione omosessuale) e farsi portavoce della parte gay che
partecipa al corteo.
Albertini aggiunge che i diritti civili sono una conquista
pagata a caro prezzo e che si continua a pagare per il futuro,
come la conquista dei PACS in Francia.
Sala si dice d’accordo con Pellegatta.
Lo Russo ritiene necessaria la partecipazione in quanto sono
in gioco i diritti di tutti e quindi anche quelli degli omosessuali.
Ferigo denuncia il rischio che la specificità del movimento
gay venga confusa e annullata dal movimento no-global e che
la partecipazione del C.I.G. sia schiacciata dalle tute bianche.
Ferigo riassume infine le posizioni emerse nel corso del dibattito:
che il C.I.G. non partecipi alla manifestazione.
che partecipi sostenendo la lotta per i diritti dell’uomo
e specificamente di gay, lesbiche e transessuali.
che partecipi alla manifestazione senza peculiarità
proprie.
Dopo la lettura della mozione, si procede alla votazione.
L’Assemblea vota all’unanimità, con sedici
voti su sedici, che il C.I.G. partecipi alla manifestazione
di Genova sostenendo la rivendicazione dei diritti degli omosessuali
nell’ambito dei diritti dell’uomo (punto 2.).
Mangiarotti comunica ai soci che il ritrovo per la partenza
è alla stazione FS di Porta Garibaldi.
Alle 23:15 il Presidente dichiara conclusa l’Assemblea.
Approvano il presente verbale
il presidente
Paolo Ferigo
il segretario
Angelo Lo Russo
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