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27/08/2007  14.31.37 Libro Serena Palieri Bruno Zanin "Nessuno dovrà saperlo" Non è un libro, è una vita. E la vita è una sequenza di denunce: contro la famiglia, il padre, il paese, la Chiesa, la magistratura, la Sanità, la fabbrica, tutte le istituzioni che via via han preso in consegna l'autore, prima bambino poi ragazzo. Senza mai capirlo. Sempre tradendolo. Violentato, anzitutto in senso sessuale, e poi abbandonato alla miseria, all'incultura, alla solitudine, il ragazzo alla fine pensa al suicidio: il suicidio è l'omicidio con cui tutte quelle istituzioni, coerenti una con l'altra, tentano di eliminare la vittima. Chi legge questo libro (Bruno Zanin, "Nessuno dovrà saperlo", Pironti, ottobre 2006, pagg. 230, euro 13,00), non lo dimenticherà. Le violenze che si susseguono sono la conseguenza della prima violenza, la violenza sessuale che il ragazzino subisce nel collegio di preti nel quale la famiglia l'ha mandato a studiare. Qui c'è un prete espansivo, giocoso, psicologicamente intuitivo, insomma simpatico; una sera il protagonista (il diario-romanzo è in terza persona, è la storia di Alessandro) lo sente venire nel suo letto, alle spalle, parole affettuose, ammirate, forse estatiche, esattamente le stesse che un ragazzo direbbe a una ragazza, gli occhi, i capelli, insomma il sesso come conclusione dell'innamoramento. Alessandro non sa nulla, o per meglio dire sa solo una piccola parte di quel che c'è da sapere. Prima d'ora, una ragazza, Stella, che riapparirà alla fine del libro, lo ha invitato a fare un gioco, qualche toccamento, lei con lui, lui con lei, niente di più. Un preliminare adolescenziale. Che mette in motto il cervello da qui fino alla fine del libro, cioè della vita: che ci sarà dopo? cosa doveva seguire? Tra quel prima e quel dopo il prete pedofilo inserisce il colpo di mannaia della sessualità deviata. E così trasporta il bambino in un mondo separato, incomunicante, segnato dal "nessuno dovrà saperlo". Alessandro vivrà poi tante altre esperienze, lascia il collegio, la famiglia lo ripudia, il padre diventa manesco, un amico del padre lo irretisce (ma lui non è molto resistente, non lo è mai, e questo è un enigma), ripete con lui i rapporti omosessuali, sempre all'insegna del "nessuno dovrà saperlo". Il libro è una sapiente, allucinata, ingenua-veritiera descrizione-narrazione di quel mondo nascosto, dove succede ciò che "nessuno dovrà sapere". Alla fine il ragazzo rivela tutto. Lo urla al padre, alla famiglia. La verità è una bomba, può scardinare la casa, la chiesa, il collegio. Questo è il momento in cui o salta tutto per far spazio alla verità, o tutto resta così e la verità vien repressa. Reprimendo la verità, si reprime il ragazzo. Naturalmente, è quel che accade. Se non capisco male, forse il prete pedofilo che mette in moto tutta la storia è quello che ricompare verso la fine, promosso vescovo. Come il sistema si potenzia, negando la denuncia, così il denunciante si condanna, precipitando nella disfatta. Finirà in un manicomio. In un carcere minorile. Sarà interrogato ed esaminato più volte, con più test. Conoscerà altri amici, avrà altri amori, ancora omosessuali. La sua vita è un caos, e casualmente giunge a una specie di liberazione, ammesso che la vita umana conosca mai la liberazione. Dette finora in migliaia di modi, qui ci si presentano in maniera nuova, autentica, personalissima, alcune esperienze e condizioni umane: la campagna (nelle prime lunghe pagine, un tantino dolciastra: la campagna è più crudele di così), il collegio, la pedofilia (mai violenta, mai oscena; è la sessualità di chi non può permettersi sessualità), il carcere (di spietata veridicità), i conti padroni delle terre, la colpa, la richiesta di perdono, la donna grassa, la ragazzina adolescente (però, che malvagia!), i santi bevitori, il trauma, la richiesta di perdono, l'odio padre-figlio, l'amore madre-figlio, i motorini, le sagre, il tentato suicidio... Ma Zanin voleva alzare un grido al mondo. Ecco, il grido arriva, lo sentiamo. Chi ha orecchie per intendere, intenda.
13,00
88-7937-376-5 http://www.tulliopironti.it/  
27/08/2007  14.31.37 Libro Serena Palieri Bruno Zanin "Nessuno dovrà saperlo" Non è un libro, è una vita. E la vita è una sequenza di denunce: contro la famiglia, il padre, il paese, la Chiesa, la magistratura, la Sanità, la fabbrica, tutte le istituzioni che via via han preso in consegna l'autore, prima bambino poi ragazzo. Senza mai capirlo. Sempre tradendolo. Violentato, anzitutto in senso sessuale, e poi abbandonato alla miseria, all'incultura, alla solitudine, il ragazzo alla fine pensa al suicidio: il suicidio è l'omicidio con cui tutte quelle istituzioni, coerenti una con l'altra, tentano di eliminare la vittima. Chi legge questo libro (Bruno Zanin, "Nessuno dovrà saperlo", Pironti, ottobre 2006, pagg. 230, euro 13,00), non lo dimenticherà. Le violenze che si susseguono sono la conseguenza della prima violenza, la violenza sessuale che il ragazzino subisce nel collegio di preti nel quale la famiglia l'ha mandato a studiare. Qui c'è un prete espansivo, giocoso, psicologicamente intuitivo, insomma simpatico; una sera il protagonista (il diario-romanzo è in terza persona, è la storia di Alessandro) lo sente venire nel suo letto, alle spalle, parole affettuose, ammirate, forse estatiche, esattamente le stesse che un ragazzo direbbe a una ragazza, gli occhi, i capelli, insomma il sesso come conclusione dell'innamoramento. Alessandro non sa nulla, o per meglio dire sa solo una piccola parte di quel che c'è da sapere. Prima d'ora, una ragazza, Stella, che riapparirà alla fine del libro, lo ha invitato a fare un gioco, qualche toccamento, lei con lui, lui con lei, niente di più. Un preliminare adolescenziale. Che mette in motto il cervello da qui fino alla fine del libro, cioè della vita: che ci sarà dopo? cosa doveva seguire? Tra quel prima e quel dopo il prete pedofilo inserisce il colpo di mannaia della sessualità deviata. E così trasporta il bambino in un mondo separato, incomunicante, segnato dal "nessuno dovrà saperlo". Alessandro vivrà poi tante altre esperienze, lascia il collegio, la famiglia lo ripudia, il padre diventa manesco, un amico del padre lo irretisce (ma lui non è molto resistente, non lo è mai, e questo è un enigma), ripete con lui i rapporti omosessuali, sempre all'insegna del "nessuno dovrà saperlo". Il libro è una sapiente, allucinata, ingenua-veritiera descrizione-narrazione di quel mondo nascosto, dove succede ciò che "nessuno dovrà sapere". Alla fine il ragazzo rivela tutto. Lo urla al padre, alla famiglia. La verità è una bomba, può scardinare la casa, la chiesa, il collegio. Questo è il momento in cui o salta tutto per far spazio alla verità, o tutto resta così e la verità vien repressa. Reprimendo la verità, si reprime il ragazzo. Naturalmente, è quel che accade. Se non capisco male, forse il prete pedofilo che mette in moto tutta la storia è quello che ricompare verso la fine, promosso vescovo. Come il sistema si potenzia, negando la denuncia, così il denunciante si condanna, precipitando nella disfatta. Finirà in un manicomio. In un carcere minorile. Sarà interrogato ed esaminato più volte, con più test. Conoscerà altri amici, avrà altri amori, ancora omosessuali. La sua vita è un caos, e casualmente giunge a una specie di liberazione, ammesso che la vita umana conosca mai la liberazione. Dette finora in migliaia di modi, qui ci si presentano in maniera nuova, autentica, personalissima, alcune esperienze e condizioni umane: la campagna (nelle prime lunghe pagine, un tantino dolciastra: la campagna è più crudele di così), il collegio, la pedofilia (mai violenta, mai oscena; è la sessualità di chi non può permettersi sessualità), il carcere (di spietata veridicità), i conti padroni delle terre, la colpa, la richiesta di perdono, la donna grassa, la ragazzina adolescente (però, che malvagia!), i santi bevitori, il trauma, la richiesta di perdono, l'odio padre-figlio, l'amore madre-figlio, i motorini, le sagre, il tentato suicidio... Ma Zanin voleva alzare un grido al mondo. Ecco, il grido arriva, lo sentiamo. Chi ha orecchie per intendere, intenda.
13,00
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27/08/2007  14.31.37 Libro Serena Palieri Bruno Zanin "Nessuno dovrà saperlo" Non è un libro, è una vita. E la vita è una sequenza di denunce: contro la famiglia, il padre, il paese, la Chiesa, la magistratura, la Sanità, la fabbrica, tutte le istituzioni che via via han preso in consegna l'autore, prima bambino poi ragazzo. Senza mai capirlo. Sempre tradendolo. Violentato, anzitutto in senso sessuale, e poi abbandonato alla miseria, all'incultura, alla solitudine, il ragazzo alla fine pensa al suicidio: il suicidio è l'omicidio con cui tutte quelle istituzioni, coerenti una con l'altra, tentano di eliminare la vittima. Chi legge questo libro (Bruno Zanin, "Nessuno dovrà saperlo", Pironti, ottobre 2006, pagg. 230, euro 13,00), non lo dimenticherà. Le violenze che si susseguono sono la conseguenza della prima violenza, la violenza sessuale che il ragazzino subisce nel collegio di preti nel quale la famiglia l'ha mandato a studiare. Qui c'è un prete espansivo, giocoso, psicologicamente intuitivo, insomma simpatico; una sera il protagonista (il diario-romanzo è in terza persona, è la storia di Alessandro) lo sente venire nel suo letto, alle spalle, parole affettuose, ammirate, forse estatiche, esattamente le stesse che un ragazzo direbbe a una ragazza, gli occhi, i capelli, insomma il sesso come conclusione dell'innamoramento. Alessandro non sa nulla, o per meglio dire sa solo una piccola parte di quel che c'è da sapere. Prima d'ora, una ragazza, Stella, che riapparirà alla fine del libro, lo ha invitato a fare un gioco, qualche toccamento, lei con lui, lui con lei, niente di più. Un preliminare adolescenziale. Che mette in motto il cervello da qui fino alla fine del libro, cioè della vita: che ci sarà dopo? cosa doveva seguire? Tra quel prima e quel dopo il prete pedofilo inserisce il colpo di mannaia della sessualità deviata. E così trasporta il bambino in un mondo separato, incomunicante, segnato dal "nessuno dovrà saperlo". Alessandro vivrà poi tante altre esperienze, lascia il collegio, la famiglia lo ripudia, il padre diventa manesco, un amico del padre lo irretisce (ma lui non è molto resistente, non lo è mai, e questo è un enigma), ripete con lui i rapporti omosessuali, sempre all'insegna del "nessuno dovrà saperlo". Il libro è una sapiente, allucinata, ingenua-veritiera descrizione-narrazione di quel mondo nascosto, dove succede ciò che "nessuno dovrà sapere". Alla fine il ragazzo rivela tutto. Lo urla al padre, alla famiglia. La verità è una bomba, può scardinare la casa, la chiesa, il collegio. Questo è il momento in cui o salta tutto per far spazio alla verità, o tutto resta così e la verità vien repressa. Reprimendo la verità, si reprime il ragazzo. Naturalmente, è quel che accade. Se non capisco male, forse il prete pedofilo che mette in moto tutta la storia è quello che ricompare verso la fine, promosso vescovo. Come il sistema si potenzia, negando la denuncia, così il denunciante si condanna, precipitando nella disfatta. Finirà in un manicomio. In un carcere minorile. Sarà interrogato ed esaminato più volte, con più test. Conoscerà altri amici, avrà altri amori, ancora omosessuali. La sua vita è un caos, e casualmente giunge a una specie di liberazione, ammesso che la vita umana conosca mai la liberazione. Dette finora in migliaia di modi, qui ci si presentano in maniera nuova, autentica, personalissima, alcune esperienze e condizioni umane: la campagna (nelle prime lunghe pagine, un tantino dolciastra: la campagna è più crudele di così), il collegio, la pedofilia (mai violenta, mai oscena; è la sessualità di chi non può permettersi sessualità), il carcere (di spietata veridicità), i conti padroni delle terre, la colpa, la richiesta di perdono, la donna grassa, la ragazzina adolescente (però, che malvagia!), i santi bevitori, il trauma, la richiesta di perdono, l'odio padre-figlio, l'amore madre-figlio, i motorini, le sagre, il tentato suicidio... Ma Zanin voleva alzare un grido al mondo. Ecco, il grido arriva, lo sentiamo. Chi ha orecchie per intendere, intenda.
13,00
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27/08/2007  14.31.37 Libro Serena Palieri Bruno Zanin "Nessuno dovrà saperlo" Non è un libro, è una vita. E la vita è una sequenza di denunce: contro la famiglia, il padre, il paese, la Chiesa, la magistratura, la Sanità, la fabbrica, tutte le istituzioni che via via han preso in consegna l'autore, prima bambino poi ragazzo. Senza mai capirlo. Sempre tradendolo. Violentato, anzitutto in senso sessuale, e poi abbandonato alla miseria, all'incultura, alla solitudine, il ragazzo alla fine pensa al suicidio: il suicidio è l'omicidio con cui tutte quelle istituzioni, coerenti una con l'altra, tentano di eliminare la vittima. Chi legge questo libro (Bruno Zanin, "Nessuno dovrà saperlo", Pironti, ottobre 2006, pagg. 230, euro 13,00), non lo dimenticherà. Le violenze che si susseguono sono la conseguenza della prima violenza, la violenza sessuale che il ragazzino subisce nel collegio di preti nel quale la famiglia l'ha mandato a studiare. Qui c'è un prete espansivo, giocoso, psicologicamente intuitivo, insomma simpatico; una sera il protagonista (il diario-romanzo è in terza persona, è la storia di Alessandro) lo sente venire nel suo letto, alle spalle, parole affettuose, ammirate, forse estatiche, esattamente le stesse che un ragazzo direbbe a una ragazza, gli occhi, i capelli, insomma il sesso come conclusione dell'innamoramento. Alessandro non sa nulla, o per meglio dire sa solo una piccola parte di quel che c'è da sapere. Prima d'ora, una ragazza, Stella, che riapparirà alla fine del libro, lo ha invitato a fare un gioco, qualche toccamento, lei con lui, lui con lei, niente di più. Un preliminare adolescenziale. Che mette in motto il cervello da qui fino alla fine del libro, cioè della vita: che ci sarà dopo? cosa doveva seguire? Tra quel prima e quel dopo il prete pedofilo inserisce il colpo di mannaia della sessualità deviata. E così trasporta il bambino in un mondo separato, incomunicante, segnato dal "nessuno dovrà saperlo". Alessandro vivrà poi tante altre esperienze, lascia il collegio, la famiglia lo ripudia, il padre diventa manesco, un amico del padre lo irretisce (ma lui non è molto resistente, non lo è mai, e questo è un enigma), ripete con lui i rapporti omosessuali, sempre all'insegna del "nessuno dovrà saperlo". Il libro è una sapiente, allucinata, ingenua-veritiera descrizione-narrazione di quel mondo nascosto, dove succede ciò che "nessuno dovrà sapere". Alla fine il ragazzo rivela tutto. Lo urla al padre, alla famiglia. La verità è una bomba, può scardinare la casa, la chiesa, il collegio. Questo è il momento in cui o salta tutto per far spazio alla verità, o tutto resta così e la verità vien repressa. Reprimendo la verità, si reprime il ragazzo. Naturalmente, è quel che accade. Se non capisco male, forse il prete pedofilo che mette in moto tutta la storia è quello che ricompare verso la fine, promosso vescovo. Come il sistema si potenzia, negando la denuncia, così il denunciante si condanna, precipitando nella disfatta. Finirà in un manicomio. In un carcere minorile. Sarà interrogato ed esaminato più volte, con più test. Conoscerà altri amici, avrà altri amori, ancora omosessuali. La sua vita è un caos, e casualmente giunge a una specie di liberazione, ammesso che la vita umana conosca mai la liberazione. Dette finora in migliaia di modi, qui ci si presentano in maniera nuova, autentica, personalissima, alcune esperienze e condizioni umane: la campagna (nelle prime lunghe pagine, un tantino dolciastra: la campagna è più crudele di così), il collegio, la pedofilia (mai violenta, mai oscena; è la sessualità di chi non può permettersi sessualità), il carcere (di spietata veridicità), i conti padroni delle terre, la colpa, la richiesta di perdono, la donna grassa, la ragazzina adolescente (però, che malvagia!), i santi bevitori, il trauma, la richiesta di perdono, l'odio padre-figlio, l'amore madre-figlio, i motorini, le sagre, il tentato suicidio... Ma Zanin voleva alzare un grido al mondo. Ecco, il grido arriva, lo sentiamo. Chi ha orecchie per intendere, intenda.
13,00
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27/08/2007  14.31.37 Libro Serena Palieri Bruno Zanin "Nessuno dovrà saperlo" Non è un libro, è una vita. E la vita è una sequenza di denunce: contro la famiglia, il padre, il paese, la Chiesa, la magistratura, la Sanità, la fabbrica, tutte le istituzioni che via via han preso in consegna l'autore, prima bambino poi ragazzo. Senza mai capirlo. Sempre tradendolo. Violentato, anzitutto in senso sessuale, e poi abbandonato alla miseria, all'incultura, alla solitudine, il ragazzo alla fine pensa al suicidio: il suicidio è l'omicidio con cui tutte quelle istituzioni, coerenti una con l'altra, tentano di eliminare la vittima. Chi legge questo libro (Bruno Zanin, "Nessuno dovrà saperlo", Pironti, ottobre 2006, pagg. 230, euro 13,00), non lo dimenticherà. Le violenze che si susseguono sono la conseguenza della prima violenza, la violenza sessuale che il ragazzino subisce nel collegio di preti nel quale la famiglia l'ha mandato a studiare. Qui c'è un prete espansivo, giocoso, psicologicamente intuitivo, insomma simpatico; una sera il protagonista (il diario-romanzo è in terza persona, è la storia di Alessandro) lo sente venire nel suo letto, alle spalle, parole affettuose, ammirate, forse estatiche, esattamente le stesse che un ragazzo direbbe a una ragazza, gli occhi, i capelli, insomma il sesso come conclusione dell'innamoramento. Alessandro non sa nulla, o per meglio dire sa solo una piccola parte di quel che c'è da sapere. Prima d'ora, una ragazza, Stella, che riapparirà alla fine del libro, lo ha invitato a fare un gioco, qualche toccamento, lei con lui, lui con lei, niente di più. Un preliminare adolescenziale. Che mette in motto il cervello da qui fino alla fine del libro, cioè della vita: che ci sarà dopo? cosa doveva seguire? Tra quel prima e quel dopo il prete pedofilo inserisce il colpo di mannaia della sessualità deviata. E così trasporta il bambino in un mondo separato, incomunicante, segnato dal "nessuno dovrà saperlo". Alessandro vivrà poi tante altre esperienze, lascia il collegio, la famiglia lo ripudia, il padre diventa manesco, un amico del padre lo irretisce (ma lui non è molto resistente, non lo è mai, e questo è un enigma), ripete con lui i rapporti omosessuali, sempre all'insegna del "nessuno dovrà saperlo". Il libro è una sapiente, allucinata, ingenua-veritiera descrizione-narrazione di quel mondo nascosto, dove succede ciò che "nessuno dovrà sapere". Alla fine il ragazzo rivela tutto. Lo urla al padre, alla famiglia. La verità è una bomba, può scardinare la casa, la chiesa, il collegio. Questo è il momento in cui o salta tutto per far spazio alla verità, o tutto resta così e la verità vien repressa. Reprimendo la verità, si reprime il ragazzo. Naturalmente, è quel che accade. Se non capisco male, forse il prete pedofilo che mette in moto tutta la storia è quello che ricompare verso la fine, promosso vescovo. Come il sistema si potenzia, negando la denuncia, così il denunciante si condanna, precipitando nella disfatta. Finirà in un manicomio. In un carcere minorile. Sarà interrogato ed esaminato più volte, con più test. Conoscerà altri amici, avrà altri amori, ancora omosessuali. La sua vita è un caos, e casualmente giunge a una specie di liberazione, ammesso che la vita umana conosca mai la liberazione. Dette finora in migliaia di modi, qui ci si presentano in maniera nuova, autentica, personalissima, alcune esperienze e condizioni umane: la campagna (nelle prime lunghe pagine, un tantino dolciastra: la campagna è più crudele di così), il collegio, la pedofilia (mai violenta, mai oscena; è la sessualità di chi non può permettersi sessualità), il carcere (di spietata veridicità), i conti padroni delle terre, la colpa, la richiesta di perdono, la donna grassa, la ragazzina adolescente (però, che malvagia!), i santi bevitori, il trauma, la richiesta di perdono, l'odio padre-figlio, l'amore madre-figlio, i motorini, le sagre, il tentato suicidio... Ma Zanin voleva alzare un grido al mondo. Ecco, il grido arriva, lo sentiamo. Chi ha orecchie per intendere, intenda.
13,00
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22/01/2006  18.40.01 Libro daniele sciltian gastaldi angeli da un'ala soltanto
 
30/11/2006  16.51.16 Libro piero principale piero principale azzurro violaceo trattasi di una tenera storia d'amore gay dal finale aluanto tragico
8,00
88-7418-197-3  
29/07/2006  18.22.53 Libro Roberto Pascal de Duve Cargo Vita Diario di un giovane scrittore, malato terminale di AIDS. Un libro forte e poetico, un inno alla vita
15,80
88-6075-002-4  
20/03/2006  9.15.18 Libro Diego Fusaro Karl Marx Differenza tra le filosofie della natura di Democrito e di Epicuro Edito da Bompiani (Milano, 2004), è il primo testo di Karl Marx, dedicato al problema della filosofia antica e, in particolare, dell'atomismo greco.
9,00
8845213633  
25/09/2006  20.27.48 Libro Franco Jim Grimsley Gioia e conforto Un romanzo avvincente e ben costruito, che ci racconta la relazione di due uomini, la costruzione della loro coppia e i rapporti non sempre facile con il modo esterno.
16,80
88-6075-001-6 http://www.edizionidelcardo.it  
24/11/2007  16.47.37 Libro Silvia Paolo Zanotti Il gay. Dove si racconta come è stata inventata l'identità omosessuale. Fazi, 2005 La nascita e l'evoluzione dell'identità gay. Il libro è di lettura piacevolissima, ricco di informazioni, ironico. Assolutamente non accademico, ma non per questo raccogliticcio. Fa sorridere e pensare... Il che non è da poco!
 
11/03/2008  1.53.41 Libro Gaetano :-) Gaetano Barreca L'amuleto dell'essere, lettere dal mio mondo interiore “L’amuleto dell’essere”, scritto in forma epistolare, ha per protagonista Icaro, un giovane dei nostri giorni, che, in un viaggio a ritroso nel tempo, ripercorre gli avvenimenti della sua vita per arrivare a comprendere in pieno e ad accettare la sua natura omosessuale. Una storia intrisa di mitologia dell’antico Egitto, di accenti psicologici e spietata realtà. Gaetano Barreca è nato a Reggio Calabria nel 1979 e vive a Perugia. Laureato in Conservazione dei Beni Culturali, con indirizzo archeologico, scrive opere di narrativa ispirate alla storia e alla mitologia.
12,00
9788895162706 http://www.sbcedizoni.it  
08/06/2007  20.07.00 Libro Richetta Piercarla Margherita Giacobino L'educazione sentimentale di C.B. Romanzo di formazione, "scoperte e stupori di una bambina trasgressiva, poi adolescente irrequieta e giovane donna nell'Italia degli anni '6o e '70.....dal primo amore per la biondina cioccolatino alla passione travolgente per un'insegnante universitaria....sempre alla ricerca di nuove scoperte per dire la propria verità..." dall'autrice di "Un americana a Parigi" e notevoli saggi sulla letteratura lesbica editi da Il Dito e la Luna. Da leggere per conoscere, riflettere, crescere.
16,50
978-88-7738-4 http://www.bededitore.it  
08/06/2007  20.07.00 Libro Richetta Piercarla Margherita Giacobino L'educazione sentimentale di C.B. Romanzo di formazione, "scoperte e stupori di una bambina trasgressiva, poi adolescente irrequieta e giovane donna nell'Italia degli anni '6o e '70.....dal primo amore per la biondina cioccolatino alla passione travolgente per un'insegnante universitaria....sempre alla ricerca di nuove scoperte per dire la propria verità..." dall'autrice di "Un americana a Parigi" e notevoli saggi sulla letteratura lesbica editi da Il Dito e la Luna. Da leggere per conoscere, riflettere, crescere.
16,50
978-88-7738-4 http://www.bededitore.it  
18/08/2006  10.44.26 Libro Nicola Pierangiolo Berrettoni La logica del genere Partendo dal presupposto che il linguaggio crea la realtà, l'autore dimostra come gli schemi mentali prodotti da scienze oggettive quali la logica e la grammatica abbiano comportato, a partire dall'antichità, la costruzione delle identità di genere in senso binaristico escludendo la possibilità di un "terzo". L'autore confuta anche, una volta per tutte, il mito dell'accettazione dell'omosessualità nella Grecia antica.
18,00
88-8492-020-5  
15/05/2006  14.25.22 Libro Maurizio Hakan Lindquist Mio fratello e suo fratello Un bellissimo romanzo di uno scrittore svedese contemporaneo, appena tradotto in italiano.
15,80
88-6075-000-8 http://www.edizionidelcardo.it  
30/11/2006  16.54.14 Libro piero principale piero principale neve su los angeles all'interno di in una storia d'amore etero, appare trasversamlmente una esperienza gay interrotta tragicamwente dall'aids.
18,90
88-7680-112-x  
27/09/2005  21.29.19 Libro Rigliano x No Basis: What the Studies Don't Tell Us Book Review No Basis: What the Studies Don't Tell Us About Same-Sex Parenting by Robert Lerner, Ph.D. and Althea Nagai, Ph.D.
 
01/05/2007  12.46.13 Libro Maria Teddy Clock Remix di parole Salve vi segnalo il seguente libro a tematica omosessuale che ho trovato molto interessante. Remix di parole di Teddy Clock edito da lampi di stampa!
11,80
http://www.lampidistampa.it  
30/11/2006  13.30.46 Libro Walter Walter Manzoni Ricomincio a vivere Alla fine di una splendente giornata di primavera era accaduta una cosa di cui Ivan si era molto meravigliato. Stefano stava per raggiungerela porta ed uscire dall'appartamento di Ivan, quando nel salutarlo Ivan gli disse: "Ti amo." "Anch'io ti voglio bene." Aveva risposto lui, dopo di che era fuggito. Un calore improvviso si era espanso nel corpo di Ivan e quella frase era uscita di conseguenza dalle sue labbra, mentre gli occhi gli erano divenuti lucidi. Ivan era rimasto increduloper le parole pronunciate, era stata la prima volta ....
15,00
88-902596-0-4 http://www.wlmedizioni.com/  
11/11/2006  12.45.14 Libro pietro Leone Ligresti Baj TESTAMENTO Un irriverente stream of consciusness di un gay della Milano bene. Tra amori, dubbi e domande. Un libro da leggere dalla prima all' ultima riga. DIvertente, appassionante, non da tregua al lettore!
9,50
8889421320  
31/08/2006  22.05.03 Libro renato volpone filippo tami - albinati edoardo tuttalpiù muoio Filo, il protagonista del romanzo, è sceso in guerra per riscattarsi: spesso subisce cocenti sconfitte, dai risvolti comici irresistibili, talvolta riesce a trionfare. La vita che scorre a un ritmo vertiginoso nelle pagine di questo libro è una lunga lotta contro la fame di amore, di cibo e di sesso. Ma soprattutto di riconoscimento umano. Riuscirà Filo a vincere e a vendicarsi? O almeno ad essere accettato? A sua disposizione ha una strepitosa energia fisica e un umorismo che colora tutte le sue avventure: a scuola, in parrocchia, sulla pista di pattinaggio, nella giungla dei ritrovi gay, tra le quinte del palcoscenico, a letto. (da ibs.it)
17,50
 


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