PRESENTAZIONE
Il Telefono Amico Gay operante all’interno del CIG è una realtà che può ormai vantare anni di esperienza, essendo entrato in funzione con le caratteristiche attuali fin dal 1992 come evoluzione di un precedente servizio di semplice informazione telefonica.
Si tratta di un servizio offerto alla popolazione gay-lesbica e transessuale, dotato di una propria struttura e di una precisa fisionomia, che concorre con i propri modi e mezzi a realizzare gli obiettivi statutari del CIG: in particolare l’accettazione, lo sviluppo e l’integrazione sociale dell’identità omosessuale, la promozione del benessere psico-fisico e della salute della persona omosessuale, il sollievo alle situazioni di emarginazione e di crisi individuale.
Il servizio è attivo nelle ore serali per quattro giorni alla settimana ed è fornito gratuitamente da volontari soci del CIG. Prima di poter svolgere l’attività di operatore telefonico, i volontari devono superare un corso di formazione, in modo che sia garantita una comune base di conoscenze teoriche e pratiche e un approccio coerente nei confronti degli utenti.
Gli obiettivi del servizio sono perseguiti attraverso due strumenti principali: l’informazione e l’aiuto.
L’informazione riguarda sia tutti gli aspetti legati all’omosessualità (identità sessuale e di genere; aspetti relazionali, sociali, sessuali, sanitari; opportunità presenti sul territorio per socializzare o rispondere a particolari esigenze; attività del CIG) sia la prevenzione dell’AIDS, attraverso una corretta informazione su sesso sicuro e comportamenti a rischio, contagio, malattia, diagnosi (test e periodo finestra).
L’aiuto si concretizza soprattutto nell’ascolto e nel counselling.
L’approccio degli operatori alla relazione d’aiuto è fondato sulla psicologia umanistica di Carl Rogers. Coerentemente con questo riferimento teorico, si vuole offrire all’utente un ambiente accogliente, libero e genuino in cui poter esprimere i propri bisogni, sentimenti, desideri e difficoltà e sentirsi prima di tutto ascoltati, capiti e supportati dal punto di vista emotivo.
L’operatore facilita l’espressione del mondo cognitivo ed emotivo dell’utente e favorisce la sua autocomprensione e autoconsapevolezza, portandolo alla risignificazione delle proprie esperienze e all’integrazione della propria storia; gli strumenti principali sono riformulazioni, chiarificazioni e sostegno emotivo, mentre si evitano atteggiamenti di giudizio, interpretazione, direttività od offerta di soluzioni preconfezionate.
L’obiettivo è quello di valorizzare le risorse individuali e permettere l’autodeterminazione della persona, ossia abilitarla a trovare dentro di sé le risorse per superare i momenti di disagio e di crisi e a innescare i propri meccanismi di crescita individuale, compiendo scelte autonome e accettando la responsabilità del propri comportamenti.
L’atteggiamento degli operatori, in un’ottica di attenzione sulla persona e sul suo mondo interiore più che sui fatti oggettivi, si ispira ai seguenti princìpi: autenticità e congruenza, come presupposto alla nascita di un clima di fiducia; empatia, cioè capacità di entrare in profonda sintonia con il mondo interiore dell’utente; considerazione positiva, cioè accoglienza e disponibilità verso il suo mondo; accettazione incondizionata, cioè assenza di giudizio.
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