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MAGGIO 2005 |
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18.6.05 - MADRID: OGGI IL CORTEO CONTRO LE NOZZE GAY
Oggi si svolgerà a Madrid una grande marcia contro il progetto di legge sul matrimonio omosessuale. In astratto, come sostiene il coordinatore dei Cristiani nel Psoe, Carlos Garcia de Andoin, «la posizione della Chiesa ha solide ragioni antropologiche, laiche e giuridiche». La valutazione politica non può però ignorare che «sin qui la Chiesa non è stata ugualmente chiara nel condannare le discriminazioni contro le persone omosessuali». Vi era nel paese già da qualche anno una domanda di riconoscimento delle coppie di fatto, che aveva trovato in alcune regioni alcune forme di riconoscimento. Nella scorsa legislatura si giunse vicini a una legge nazionale, analoga a quella francese, che avrebbe dato un riconoscimento parziale, diverso dalla famiglia, ma allora «la connessione tra la Conferenza episcopale guidata dal cardinal Rouco e il governo Aznar» la bloccò. Per reazione la piattaforma elettorale propose il matrimonio omosessuale...SEGUE
Paolo Ferigo sulle polemiche seguite al Pride Milano
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17.6.05 - "IL GOVERNO CI HA LANCIATO UNA SFIDA UNICA NEI NOSTRI 2000 ANNI DI STORIA"
Altissimi e alti prelati, in testa il cardinale Rouco Varela, arcivescovo di Madrid, ex presidente della Conferenza Episcopale spagnola molto vicino a Papa Ratzinger, che scendono in piazza e partecipano alla grande manif e s t a z i o n e contro il matrimonio fra omosessuali, fortissimamente voluto dal governo socialista di José Luis Rodriguez Zapatero. Il collettivo gay che difenderà il « suo » progetto di legge, già approvato alla Camera ( verrà ratificato definitivamente forse già il 30 giugno) con un'altra manifestazione poche ora prima di quella convocata dal Foro della Famiglia, anche se la vera controprova di forza sarà il 2 luglio per la « Giornata dell'orgoglio gay » quando si attendono 2 milioni di persone. E, come non fosse abbastanza, il centro di Madrid che sarà occupato da una specie di carnevale di Rio appena un'ora dopo l'inizio del la manifestazione anti nozze gay quando la marcia sarà ancora in corso...SEGUE
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16.6.05 - PRODI E' FAVOREVOLE AL PACS - Comunicato stampa Arcigay:
Prodi non condivide il matrimonio gay ma è d’accordo col modello francese di riconoscimento delle unioni omosessuali? Bene. Una legge sul modello francese del Pacs (Patto Civile di Solidarietà) è esattamente quello che stiamo chiedendo.” È positivo il commento di Sergio Lo Giudice, presidente nazionale di Arcigay , alle parole di Romano Prodi durante la registrazione di “Porta a Porta”. “In Italia non chiediamo il matrimonio – prosegue Lo Giudice - ma un istituto diverso e distinto da quello, secondo quanto già presente in dodici paesi europei. Per la prima volta Prodi dà una valutazione positiva del modello francese che proponiamo anche in Italia. Se questo sarà confermato nel programma del centrosinistra, Romano Prodi si mostrerà un leader realmente europeo, nello spirito riformista e nell’attenzione alle libertà civili delle persone”...SEGUE
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15.6.05 - DIVENTA UN FILM LA STORIA DI MARA, TRANSESSUALE
...Dieci anni fa quando rivelò alla famiglia la decisione di trasformarsi nella farfalla che sentiva di essere, diventare donna, la reazione del padre fu più sferzante di uno schiaffo: « Fatti curare » . Quel padre, magistrato tra i più noti d'Italia, simbolo di rigore, era l'ex procuratore nazionale antimafia Bruno Siclari, da sempre in prima linea nei processi per strage e nelle inchieste sui delitti di mafia.
Lei, Mara per scelta, ma uomo per l'anagrafe, da allora ha iniziato un difficile percorso per affermare ciò che sentiva di essere. Oggi Mara Siclari, 43 anni, due figli, manager in una nota compagnia di assicurazioni, responsabile dell'Ufficio Nuovi Diritti della Cgil del Veneto, transessuale dichiarata, vive senza nascondersi. E aiuta ogni giorno molte altre persone nel Veneto a combattere contro le discriminazioni e il mobbing. La sua storia diventerà un film, finanziato in parte anche dalla Cgil nazionale, per la regia di Bruno Bigoni, l'autore di tante serie tivù, tra cui « La squadra » per la Rai. La troupe di Bigoni ha seguito Mara sul lavoro, in famiglia, nella quotidianità. « Il film vuole dimostrare come nel Nord Est una transessuale può condurre una serena vita familiare » , sottolinea Mara... SEGUE
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14.6.05 - NON UN PASSO INDIETRO
Il commento di Sergio Lo Giudice, presidente nazionale di Arcigay, al risultato del referendum:
Il quorum non c’è. Il risultato della partecipazione popolare al referendum sulla procreazione medicalmente assistita conferma le aspettative più pessimistiche e mantiene l’Italia, almeno fino alle auspicabili future modifiche parlamentari, fra i paesi europei con la legislazione più proibizionista e più crudelmente feroce verso le donne, i loro corpi, la loro autodeterminazione. Arcigay, insieme ad Arcilesbica e alle altre organizzazione del movimento gay, lesbico, bisessuale e transgender italiano, si era spesa con generosità nella campagna per il sì. Con generosità, anche perchè i quattro quesiti abrogativi non includevano la richiesta di cancellazione dell’articolo 5, che introduce, per la prima volta nella storia italiana, un esplicita limitazione di un diritto sulla base dell’orientamento sessuale... SEGUE
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13.6.05 - CONTRO LA DERIVA CLERICALE, PER UNO STATO ETICO
... Alla vigilia del voto di domenica 12 e lunedì 13 giugno per il referendum sulla procreazione medicalmente assistita, il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, rivolge un appello alla comunità gay, lesbica, bisessuale e transessuale e a tutte le cittadine e i cittadini italiani che abbiano a cuore le libertà individuali e la separazione tra religione e Stato. Domenica e lunedì andiamo a votare, e a votare quattro Sì. Facciamolo per far nascere più bambini, farli nascere sani, rispettare la salute e la libertà di scelta delle donne, e offrire più speranze di cura a chi soffre di malattie gravi. Andiamo a votare, soprattutto, in difesa della laicità dello Stato, e della libertà di coscienza di ciascuno, perché ogni donna e ogni uomo possano decidere in base alle proprie convinzioni etiche cosa sia meglio per sé e per la propria famiglia, eterosessuale o omosessuale che essa sia. La vittoria dei sì al referendum non modificheranno quell’articolo 5 che fa della legge 40 la prima legge italiana che discrimina le persone sulla base del loro orientamento sessuale, limitando l’accesso alla fecondazione assistita alle sole coppie “di sesso diverso”... SEGUE
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12.6.05 - CONTRO LA DERIVA CLERICALE, PER UNO STATO ETICO
... Alla vigilia del voto di domenica 12 e lunedì 13 giugno per il referendum sulla procreazione medicalmente assistita, il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, rivolge un appello alla comunità gay, lesbica, bisessuale e transessuale e a tutte le cittadine e i cittadini italiani che abbiano a cuore le libertà individuali e la separazione tra religione e Stato. Domenica e lunedì andiamo a votare, e a votare quattro Sì. Facciamolo per far nascere più bambini, farli nascere sani, rispettare la salute e la libertà di scelta delle donne, e offrire più speranze di cura a chi soffre di malattie gravi. Andiamo a votare, soprattutto, in difesa della laicità dello Stato, e della libertà di coscienza di ciascuno, perché ogni donna e ogni uomo possano decidere in base alle proprie convinzioni etiche cosa sia meglio per sé e per la propria famiglia, eterosessuale o omosessuale che essa sia. La vittoria dei sì al referendum non modificheranno quell’articolo 5 che fa della legge 40 la prima legge italiana che discrimina le persone sulla base del loro orientamento sessuale, limitando l’accesso alla fecondazione assistita alle sole coppie “di sesso diverso”. Una specificazione del tutto pleonastica e gratuita visto che la legge proibisce già la fecondazione eterologa. Nonostante questo, il quorum va raggiunto e i Sì dovranno vincere, anche col nostro contributo attivo, per arrestare la deriva clericale dell’Italia e l’affermarsi di uno stato etico... SEGUE
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11.6.05 - UNA SENTENZA CHE MINACCIA LA VOLONTÀ EUROPEISTA DELL’ITALIA
... "Una sentenza etica, di stampo reazionario e indegna di un paese che siede nell’Unione Europea” . Questo il commento del presidente nazionale di Arcigay Sergio Lo Giudice alla sentenza del Tribunale di Latina che ha detto no alla trascrizione nell’anagrafe della città laziale del matrimonio stipulato in Olanda nel 2001 da Antonio Garullo e Mario Ottocento. Il rifiuto è stato motivato dal fatto che “Allo stato dell'evoluzione della società italiana il matrimonio tra persone dello stesso sesso contrasta con la storia, la tradizione, la cultura e la comunità italiana”. “Si tratta – prosegue Lo Giudice – di motivazioni incomprensibili. Ogni norma innovativa, ogni riforma legislativa rappresenta un momento di discontinuità con la storia e la tradizione di un paese. Il voto alle donne, il divorzio, lo stesso ingresso nell’Unione Europea sono stati atti di grande apertura alla modernità , sicuramente non in sintonia con la storia e la tradizione italiana”... SEGUE
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10.6.05 - DA BAMBINO A "FIGLIO DELL'ETEROLOGA" - PAOLO FERIGO DENUNCIA L'IPOCRISIA DI ALCUNI POLITICI
... Leggo adesso la risposta a un lettore in merito al buon gusto dei manifestanti al Gay Pride e il commento sul trenino con i bambini che ha aperto il corteo di Milano. Credo che ben altre siano le cose di cattivo gusto che non due natiche scoperte. Non c'è nulla di esibizionistico in due ragazzi che, innamorati, si baciano, a meno di non voler proibire le effusioni in pubblico, ma allora lo sia per tutti. Più controversa è stata la partecipazione di un trenino con i bambini. Ma andiamo un poco oltre la superficie: quei bambini sono figli di genitori che li hanno voluti e che li amano. Non dimentichiamo infatti che quasi tutti sono figli di coppie tradizionali, un tempo sposate o conviventi, in cui uno dei genitori si è scoperto o accettato in quanto gay o lesbica. I giornali e alcuni politici li hanno trasformati in « bambini nati con l'eterologa da madre lesbica e donatore sconosciuto » , quasi fossero mostri, risultato di un esperimento genetico. Chi, allora, sta facendo un uso strumentale delle creature?... SEGUE
Comunicato di Famiglie Arcobaleno
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8.6.05 - "CHI E' CONTRO I GAY SI ESCLUDE DAL CENTROSINISTRA E DALL'EUROPA"
... L’orgoglio omosessuale spacca la giunta Chiamparino. O meglio, otto mesi di eventi legati al prossimo «Gay Pride» che sono previsti sotto la Mole da marzo al dicembre 2006, subito dopo le Olimpiadi, divide gli assessori. Da un lato l’anima cattolica,... Così come si è surriscaldato qualche settimana fa a Milano, quando la giunta Albertini ha finito per negare il proprio patrocinio alla sfilata dei gay che è andata in scena orfana del simbolo del municipio. «Sì ma quella è una giunta di centro destra - fa notare Paolo Hutter, ex assessore della giunta Castellani, torinese di nascita e milanese d’adozione, nonchè precursore dell’”outing” - e va detto che succede solo in casi molto dubbi e particolari che il Comune neghi il patrocinio a chi lo chiede». Incalza: «Mi verrebbe da dire che chi è contro i gay si autoesclude dal centrosinistra e dall’Europa, e mi auguro che a Chiamparino e colleghi questo proprio non succeda»...SEGUE
Chiusura campagna referendum
Comunicato di Famiglie Arcobaleno
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7 GIUGNO 2005 - COMUNICATO STAMPA ARCIGAY
IL GOVERNO MANIPOLA LA COSTITUZIONE PER DISCRIMINARCI
Un premio per chi, in radio o in Tv, offra un’immagine positiva della famiglia “come società naturale fondata sul matrimonio tra persone di sesso diverso, ai sensi dell'art. 29 della Costituzione”. É una vera e propria manipolazione della Costituzione italiana quella contenuta nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri... SEGUE
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7.6.05 - NON E' AMORE PER I BIMBI MA ODIO VERSO I GAY
... Si è alzato un putiferio, sui giornali e nel mondo politico, perché un gruppo di lesbiche, sabato, ha portato i propri bambini al corteo del Gay Pride. Dicono che non fosse loro diritto, dicono che è stato un uso partigiano e strumentale dell'innocenza infantile... A voi sembra normale che dai secoli dei secoli un enorme numero di bambini sia usato per partecipare a noiosissime processioni religiose, per cantare nei cori in chiesa, per servire la messa mascherati da piccoli preti con tonaca rossa, per tenere in mano grossi candelabri, o crocifissi, o altre immagini della religione cristiana? Le lesbiche e i gay, sabato, li hanno messi in un trenino, e i giornalisti (tutti rigorosamente eterosessuali) hanno onestamente osservato che i bambini su quel trenino stavano beati e si divertivano come matti. Non sarà una attenuante, ma è meglio stare su un trenino a far casino, o dritti in piedi, seri seri, a cantare il "tantum ergo" in latino?... SEGUE
Comunicato di Famiglie Arcobaleno
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6 GIUGNO 2005 - RATZINGER CI REGALA LA PATENTE DI ANARCHICI: ...«Il matrimonio fra persone dello stesso sesso e il libertinismo sono forme di banalizzazione dell'uomo e del corpo... Le varie forme odierne di dissoluzione del matrimonio, come le unioni libere e il "matrimonio di prova" fino allo pseudo-matrimonio tra persone dello stesso sesso, sono invece espressioni di una libertà anarchica, che si fa passare a torto per vera liberazione dell'uomo»...
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6.6.05 - GRAZIE A TUTTI
A chi c'era,
a chi non ha potuto esserci ma ci è stato vicino,
a chi ci applaudiva dalle finestre e dai lati del corteo,
a chi ha dato, e continua a dare, il suo tempo e le sue forze, l'anima, per la riuscita del Pride!
E' stato il più grande Pride Nazionale che l'Italia abbia mai visto, festoso e orgoglioso.
Milano ha dimostrato di aver la capacità di parlare a tutto il paese urlando le rivendicazioni del movimento LGBT.
Nonostante le difficoltà, la fatica, le minacce, le offese.
Nonostante l'ostracismo di molte Istituzioni.
Nonostante tutto!
Facciamo in modo che tutto questo non si esaurisca in un giorno.
Non abbassiamo la testa.
Non nascondiamoci.
Sventoliamo le nostre bandiere con orgoglio per tutto l'anno!
Paolo Ferigo - C.I.G. Centro di Iniziativa Gay
Comunicato di Famiglie Arcobaleno
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GAY: SVIZZERA: 58% SI’ ALLE UNIONI GAY
COMUNICATO STAMPA ARCIGAY: L’ITALIA NON SIA L’UNICO PAESE EUROPEO CHE CI DISCRIMINA - Una netta vittoria dei “Sì”, con il 58% dei voti, nel primo referendum popolare europeo sul riconoscimento delle unioni gay, conclusosi oggi in Svizzera... SEGUE
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5.6.05 - IN CENTOMILA PER LE VIE DI MILANO
...In centomila per le vie di Milano: «Siamo qui per i diritti, le coppie di fatto, la fecondazione» FLASH DI FUTURO. Hanno 19 anni, indossano lo stesso vestito a fiori, portano i capelli tirati su e vivono un amore che lascia senza fiato. La musica festosa che proviene dai carri le avvolge strappando alle loro labbra un bacio colmo di passione. Ai fotografi mostrano un cartello: “Oggi spose, papa Ratzinger non sei invitato!”. Ieri a Milano in centomila hanno partecipato al Pride per chiedere che il Pacs (Patto civile di solidarietà) diventi legge, regalando spiragli di domani. Un trenino segue di poco lo striscione di apertura: sui due piccoli convogli a leccare gelati e scherzare ci sono i bambini dei 60 nuclei delle Famiglie Arcobaleno nate come associazione lo scorso marzo: “Abbiamo un triplice scopo dice Giuseppina confrontarci tra genitori, far sentire i nostri figli in compagnia, e dire al mondo che è l’amore a creare una famiglia.” Ed è l’ amore omosex, lama finissima capace di sfoltire i pregiudizi, a far cambiare lentamente la società, anno dopo anno, pride dopo pride. “Nonna Giulia e nonna Bernarda vogliono i loro diritti”, dicono Cristina e le ragazze del Circo Massimo di Ferrara e abbracciano tre extraterrestri gonfiabili, “Noi lesbiche somigliamo a loro aggiungono - siamo su questa terra, anche se i governanti non ci vogliono vedere”. Ragazze, mamme, nonne: “In questa manifestazione ci sono moltissime donne”, dice Beatrice che è arrivata dalla Toscana con il gruppo di studenti omosex appena formato: hanno quasi tutti meno di 18 anni e una gran voglia di esistere...segue
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ALLA VIGILIA DEL PRIDE NAZIONALE - SCRITTE OMOFOBE, MINACCE E INSULTI, FIRMATE DA GRUPPI DI ESTREMA DESTRA, DAVANTI ALLA SEDE DEL C.I.G. ARCIGAY MILANO |
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3.6.05 - CHE VALORE HA IL GAY PRIDE DEL 4 GIUGNO A MILANO?
...Sergio Lo Giudice, presidente di Arcigay, prosegue fermo nella sua battaglia per l’approvazione di una legge che regolarizzi le coppie di fatto e in quest’ottica constata un’unione sempre più forte della comunità omosessuale italiana. In occasione del Gay Pride nazionale, a Milano il prossimo sabato, rincara la dose: "C’è un ritardo culturale fortissimo nell’establishment economico-politico italiano, viviamo un bigottismo anni ’50. Invece la società va avanti, lo dimostrano i sondaggi e le aperture nei nostri confronti".
Che valore ha il Gay Pride del 4 giugno? "Un valore fortissimo, tutto il movimento si raccoglie non solo per celebrare l’orgoglio gay ma soprattutto per avanzare una precisa richiesta: il Pacs, una legge cioè che regoli le unioni di fatto anche tra persone dello stesso sesso".
Cosa chiedete di preciso?
"Un istituto giuridico nuovo, una legge che garantisca alle coppie di fatto che vogliono accedervi diritti e doveri precisi. Mandiamo un messaggio chiaro alle forze politiche in vista delle politiche del 2006: la comunità gay appoggerà partiti, candidati e coalizioni solo sulla base di un impegno scritto nel programma di governo. Devono approvare una legge sulle unioni di fatto. Il nostro slogan d’altronde è limpido: Pacs, patti chiari e amicizia lunga"...segue
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2.6.05 - PACS COMPILATION
...Non è poi così strano approfittare del linguaggio musicale per diffondere notizie su una rivendicazione importante e legittima come quella relativa al Patto Civile di Solidarietà. Ecco perché, in occasione del Pride Milano 2005, esce l’esclusiva “PACS COMPILATION”, una sequenza mixata che spazia dalla musica dance d’avanguardia all’electro-house di tendenza in un percorso appassionante per tutti gli amanti del genere. Realizzato dalla Ice Records in stretta collaborazione con il CIG dell’Arcigay di Milano, questo prodotto discografico aiuta ad accendere ulteriormente i riflettori su una lacuna della legislazione italiana che non riconosce ancora diritti e sicurezze sociali alle coppie di fatto, sia omosessuali che eterosessuali...segue
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1.6.05 - UNA FESTA PER L'ORGOGLIO E PER I DIRITTI
...Oggi, sulle rive dell’Idroscalo apre i battenti “Le Village”, lo spazio multifunzionale gay, lesbico e transessuale dedicato a tutta la città. Qui si susseguiranno incontri culturali, eventi sportivi, dibattiti, concerti e serate in discoteca, in un clima di divertimento e allegria, ma anche di attenzione e di impegno per i diritti civili. Aperto il giovedì e il venerdì dalle 21, Le Village il sabato e la domenica funzionerà tutto il giorno dando così la possibilità al pubblico di trascorrere delle piacevoli giornate all’aria aperta, prendendo il sole o facendo sport negli appositi spazi attrezzati, con corsi di fitness. Le serate saranno invece l’occasione per eventi culturali e politici, ma anche per avvenimenti mondani, come concerti, rappresentazioni teatrali e per ballare al ritmo della musica dei principali locali gay milanesi e non solo, che per la prima volta si sono uniti per lo straordinario evento...segue
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