Comunicato stampa: CONTROLLI IN VIA LECCO, LA PRESIDENTE DI ZONA 3 RISPONDE. ARCIGAY: CONFRONTO SENZA PREGIUDIZI

Full Review

Milano, 26 Ottobre; Lo scorso 17 ottobre il consiglio di zona 3 approvava con voto bipartisan la delibera -“Problematiche di sicurezza: via Lecco e dintorni” – ispirata da una mozione della Lega nord- “via Lecco e dintorni: degrado, incuria e pericolosità”- dal sapore omofobico e xenofobico. Esprimevamo immediatamente il nostro timore che dietro all’invocazione di “ordine e sicurezza” vi fosse l’intenzione di un attacco proprio a quello spirito multiculturale e plurale che è ormai diventato caratteristica peculiare del quartiere. Pochi giorni dopo controlli selettivi e mirati di ispettorato del lavoro, polizia, vigili e ASL prendevano di mira soltanto i cinque locali della via protagonisti della movida gay del quartiere del Lazzaretto.

In una nota, chiedevamo alla presidente di zona 3 Caterina Antola se 1) “i controlli di oggi sui cinque locali di via Lecco siano causalmente legati alla delibera del consiglio di zona 3 del 12 ottobre 2016, intitolata problematiche di sicurezza: via Lecco e dintorni, e 2) in caso di risposta affermativa, quale sia stato il criterio di selezione dei locali oggetto delle ispezioni “. A stretto giro, la dottoressa Antola pubblicava una risposta che ripubblichiamo integralmente:

“La Presidente del Municipio 3 Caterina Antola e la maggioranza del Municipio 3, preso atto dagli interrogativi posti da Arcigay Milano con un comunicato datato 20 ottobre 2016 relativamente ai controlli effettuati in alcuni locali della zona di via Lecco durante la giornata di mercoledì 19 ottobre 2016 precisano che:

  1. Gli interventi non sono direttamente collegabili alla delibera votata dal consiglio di Municipio 3 pubblicata in data 14 ottobre 2016. I tempi per l’organizzazione di un così articolato intervento non sono compatibili con la pubblicazione della stessa.
  2. La delibera trae ispirazione dall’ascolto dei cittadini e delle associazioni avvenuto in occasione dell’incontro pubblico con l’assessore alla sicurezza Carmela Rozza avvenuto lo scorso 19 settembre presso l’aula consiliare di via Sansovino, dai successivi sopralluoghi e dalle commissioni consiliari.
  3. La delibera inoltre non fa riferimento ad alcuna tipologia specifica di locali o esercizi commerciali. Il tutto attiene all’autonomia delle forze dell’ordine e degli enti preposti ai controlli.
  4. La delibera apre un percorso di approfondimento, che vedrà coinvolti il Municipio, la cittadinanza e i commercianti del quartiere tenendo conto sia della vitalità e della capacità aggregativa del quartiere e delle attività commerciali presenti, sia delle esigenze dei residenti.”

Ringraziamo la Presidente del Municipio 3, Sig.ra Antola per la tempestività della sua risposta che, tuttavia, non dissipa i dubbi suscitati dall’intera vicenda.  Resta forte il dubbio che la delibera e i successivi controlli siano stati “frutto” di una rappresentazione non corretta o quantomeno parziale della situazione di “via LECCO e dintorni”, una rappresentazione semplicistica e banalizzante che è ben esemplificata dal tono e dai contenuti della mozione della Lega, da cui la stessa delibera trae origine, e che mette assieme in modo confuso movida gay, presenza dei migranti e microcriminalità, come fossero l’espressione univoca di fenomeni di disagio e insicurezza. Prestare il fianco a simili rappresentazioni avvalora e radica implicitamente le tesi dei detrattori della realtà plurale e multiculturale che il quartiere del Lazzaretto costituisce.

La nostra associazione ha contribuito ad organizzare in questi anni molti eventi importanti per la comunità LGBT e per il quartiere del Lazzaretto (Pride square, Mercatini di Natale etc…) collaborando con molte attività commerciali, con lo stesso Municipio 3 e con molte associazioni e comitati locali. 

Ci chiediamo se fra le “associazioni” ascoltate  in occasione dell’incontro del 19 settembre c’erano anche queste importanti realtà locali.

L’obiettivo di mantenere e valorizzare “la vitalità” e la “capacità aggregativa del quartiere e delle attività commerciali presenti” nel rispetto delle esigenze dei residenti è assolutamente condivisibile. E questo obiettivo sarà tanto più facilmente raggiungibile quanto più le questioni sollevate saranno espressione di un articolato e proficuo confronto – senza pregiudizi-fra le istituzioni, gli esercizi commerciali, i residenti e le molte realtà che operano da anni nel quartiere.

C.I.G. ARCIGAY Milano ONLUS

 

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