Comunicato stampa: Non siamo più disposti ad aspettare

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Milano 17 Febbraio 2016 .Quello che è accaduto in Senato nelle ultime 24 ore è gravissimo: Deve essere molto chiaro a tutti, specialmente in questo momento, che con il rinvio della discussione del ddl Cirinnà in Senato non c’è solo in gioco far saltare un disegno di legge, con i suoi limiti che bene conosciamo, in quanto non assicura pari diritti a tutte e tutti, ma che rappresenta un passo per riconoscere dignità alle coppie omosessuali e avvicinare l’italia a quanto la Corte Europea dei Diritti e la nostra Carta Costituzionale da anni ribadiscono come necessario, ma i principi su cui si basa la nostra democrazia: la tutela dei principi laici e dei diritti alle persone.

Principi questi che esponenti del Senato e del Parlamento, dovrebbero considerare come centrali nelle proprie dinamiche di azione e di scelta. Ma cosi non è da tempo, e in maniera palese e arrogante continuano ad essere sbandierate ai cittadini privati dei loro diritti. Per questo, in queste ore, assieme a tutti i movimenti locali e nazionali stiamo valutando come reagire perché le sveglie del 23 gennaio a quanto pare non sono state sufficienti. Non siamo più disposti a aspettare e non lasceremo che manovre di palazzo o partitiche continuino a calpestare le nostre vite e i nostri diritti.

Condividiamo il comunicato Stampa delle associazioni Nazionali LGBTI Italiane:

Il Movimento Cinque Stelle, in poche settimane, è passato da un sì incondizionato alla legge Cirinnà – la voteremo nella sua interezza se non verrà stravolta, dicevano – alla libertà di coscienza sulla stepchild adoption per poi arrivare, ieri, agli applausi del centrodestra quando è stato annunciato che i senatori pentastellati non voteranno l’emendamento Marcucci, l’unica strada, al momento, che può assicurarel’approvazione della legge senza stravolgimenti.

È il tempo di decidere cosa vale di più: il rispetto di questioni di metodo o il rispetto della vita di milioni di cittadini e dei loro bambini. Dopo il tempo passato a chiedere a tutte le forze politiche di assumersi le proprie responsabilità, è ora che voi, che forza politica siete diventati, vi dimostriate davvero responsabili di fronte al paese. Perché le regole democratiche vanno rispettate e applicate per tutelare i cittadini, non contro di loro.
Non votare quell’emendamento significa aprire una autostrada agli emendamenti della Lega che hanno come unico e solo obiettivo quello di stravolgere la legge e renderla inutile o peggio deleteria per le nostre vite.
Non votare quell’emendamento significa lasciare le sorti della legge in mano a chi vorrebbe anche solo una legge di facciata per rispondere a quanto ci viene richiesto dalla Corte Europea dei Diritti Umani e dalla Corte Costituzionale.
Ai senatori del movimento consigliamo di farsi un giro sui social network per avere un’idea, anche minima, della delusione e della rabbia che le loro decisioni stanno provocando nella comunità Lgbt.
Ci appelliamo alla vostra libertà di pensiero e alla vostra coscienza: trovate, questa mattina, una soluzione per approvare questa legge.
Avete ancora un’opportunità per non passare alla storia come il movimento che è riuscito a negare i diritti dei gay, delle lesbiche e dei loro figli, per un calcolo politico miope e senza prospettive.
Ci appelliamo a ciascuno di voi: non prendete decisioni che peseranno per chissà quanti anni sulle vite di tante e tanti. Volete essere quelli che hanno affossato una nuova stagione dei diritti o quelli che l’hanno fatta fiorire?

Le associazioni del movimento LGBTI

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