MILANO 2016-2021: 12 PUNTI PROGRAMMATICI SU DIRITTI E DIVERSITY

Full Review

 

Il 30 aprile del 2011 la comunità LGBT di Milano incontrò Pisapia, candidato sindaco del centro sinistra. In quell’occasione si avanzarono proposte, vennero fatte delle richieste e si posero le basi di quello che sarebbe diventato un dialogo costante e proficuo fra l’amministrazione Pisapia e la comunità LGBT di Milano, la più popolosa del paese. In questi 5 anni sono state fatte molte cose buone e – possiamo dire soprattutto dopo la manifestazione del 23 gennaio in piazza della Scala – è cambiato il clima generale della città. In occasione delle primarie del 2016 vorremmo condividere con tutti i candidati alcuni temi che riteniamo importanti per una crescita civile e sociale della città a partire dalle tematiche dei diritti e del rispetto delle diversità. Vorremmo capire se, partendo dal molto che è stato già fatto, si possa andare ancora oltre facendo di Milano un modello per i diritti non solo in Italia ma anche nel mondo.

  • OMOFOBIA E CONTRASTO AL BULLISMO: Le “formazioni sociali” in cui ognuno di noi costruisce la propria personalità, e in cui esercita i propri diritti, sono molteplici. Oltre alla famiglia, sicuramente la scuola assume un posto di assoluto rilievo nella formazione dei bambini e dei ragazzi e costituisce una delle realtà che più influiscono sul loro benessere personale. Diverse associazioni LGBT, e tra queste il CIG con il suo Gruppo Scuola, sono impegnate da anni nell’affrontare, con i ragazzi delle scuole superiori e non solo, i temi dell’omo-affettività, bullismo e omo-transfobia, grazie alla collaborazione di insegnanti e studenti che le invitano a tenere incontri sul tema. Questo tipo di attività nelle scuole è però lasciato all’interesse e alla forza dei singoli insegnanti e studenti, che sempre più spesso subiscono pressioni negative da parte di coloro che ritengono l’omosessualità una malattia da curare, perché non esiste alcun supporto delle Istituzioni all’ingresso formale nelle scuole di attività informative su omosessualità, omo-affettività, bullismo omofobico e omo-transfobia, sebbene esistano molteplici occasioni – come la giornata internazionale contro l’omofobia o la giornata internazionale contro l’HIV a cui l’Italia aderisce – in occasione delle quali tutti questi temi potrebbero (e dovrebbero!) essere affrontati anche nelle scuole. Il Comune di Milano è ormai da anni convintamente al fianco della comunità LGBT e dei propri cittadini omosessuali, adulti e giovani; pensiamo però che possa fare di più, sul tema della lotta all’omofobia e al bullismo, anche nelle scuole di competenza comunale, valorizzando e coinvolgendo le associazioni che già operano sul territorio.

Quali tipi di azioni intende intraprendere, qualora eletta/o Sindaco? Sosterrebbe il progetto di istituzionalizzazione degli interventi e incontri sui temi di omoaffettività, omosessualità, bullismo e omo-transfobia nelle scuole comunali come parte integrante dell’azione del Comune in contrasto all’omofobia e al bullismo?

Ancora, proprio in questo ultimo periodo si sono moltiplicati attacchi, anche virulenti, all’autonomia scolastica e alla Laicità dello Stato sulla scia della famigerata “teoria gender”, che hanno come obiettivo l’impedimento di incontri e attività formative nelle scuole: cosa intende fare, se sarà eletta/o Sindaco, per contrastare questa tipologia di attacco e di falsa informazione? sarebbe disposto a prendere posizioni pubbliche sull’argomento, come già fatto da altri importanti esponenti politici?

  1. DIVERSITY E FORMAZIONE DIPENDENTI COMUNALI:

DIVERSITY MANAGER: Chi vincerà le elezioni a Milano, con la poltrona di palazzo Marino si prenderà una galassia societaria che conta 13 mila dipendenti (esclusa A2A che conta da sola 9.614 i dipendenti). Il solo comune di Milano conta 16.097 dipendenti. In tutto si tratta quindi di quasi 23.000 dipendenti, ovvero 23.000 persone (tra queste circa 2.300 persone LGBT) che incarneranno molteplici e varie diversità. Un patrimonio straordinario per l’amministrazione, le aziende da essa controllate e la città che tuttavia non viene minimamente valorizzato.

Come la maggior parte delle aziende di queste dimensioni già fanno, Lei introdurrebbe o – nei casi in cui ciò non sia già presente – estenderebbe a tutto il Comune di Milano le policy sulla diversity che includano anche quelle sull’orientamento sessuale ed identità di genere? In particolare introdurrebbe la posizione del Diversity Manager per valorizzare al massimo il grande patrimonio di diversità che ha tra i dipendenti comunali e migliorare così anche la qualità della vita lavorativa e il rendimento?

FORMAZIONE DIPENDENTI COMUNALI: Il Comune, Istituzione territoriale più prossima alla cittadinanza, entra spesso in contatto con la vita dei propri cittadini: basti pensare ai servizi anagrafici o all’attività della Polizia Locale. Entra in contatto anche con gli aspetti più intimi, come l’identità di genere per le persone transgender e transessuali o l’orientamento sessuale (per tutti, omosessuali, eterosessuali, asessuali, ecc.) e per poter operare al meglio necessita di un corretto percorso formativo.

Metterebbe nella propria agenda politica, la destinazione di fondi per corsi di formazione sugli stereotipi di genere, rivolti al personale sanitario e agli impiegati dell’amministrazione comunale, al fine di rimuovere i pregiudizi e gli atteggiamenti discriminanti che tale personale può avere nei confronti delle persone LGBT ?

Proponiamo inoltre di fare formazione a operatori socio-sanitari, formazione nelle scuole, e incontri pubblici sui diritti umani delle persone con tratti intersex/dsd e di raccogliere dati sulla medicalizzazione/ospedalizzazione delle persone con tratti intersex/dsd per conoscere il loro grado di soddisfazione e metterli in contatto con gruppi di pari.

6000 cittadini hanno sottoscritto una proposta di delibera di iniziativa popolare che chiedeva il varo di un Piano contro tutte le discriminazioni e per le pari opportunità di tutte e tutti. Il Consiglio Comunale ha approvato la delibera, ma la giunta non ha ancora varato il piano né ha devoluto le necessarie risorse. Ha intenzione di proseguire il percorso iniziato varando e finanziando il Piano votato dal consiglio comunale?

  • PERSONE TRANSESSUALI

RIDUZIONE BARRIERE NEL MERCATO DEL LAVORO Una delle problematiche più urgenti e sentite dalle persone transessuali e transgender in Italia è quella legata alla discriminazione all’ingresso del mercato del lavoro, dato confermato recentemente anche dall’UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Ministero delle Pari Opportunità. Tale discriminazione determina percentuali elevatissime di disoccupati fra le persone trans anche milanesi.

Chiediamo che la futura giunta comunale si impegni a promuovere azioni positive concrete per favorire l’inserimento lavorativo, nonché il mantenimento del posto di lavoro per chi ha già un lavoro prima dell’inizio dell’iter di riattribuzione di genere.

Il Celav, Centro per la mediazione al lavoro, con lo strumento delle “borse lavoro”, è una risorsa già esistente e utilizzata dalle persone trans.

Chiediamo che il servizio offerto dal Celav venga implementato e migliorato, con l’istituzione di uno sportello dedicato al supporto delle persone trans in cerca di lavoro e con la formazione del personale interno spesso non adeguatamente preparato alle tematiche legate all’identità di genere. Esistono e sono attive associazioni (un esempio è l’associazione “Parks”), che promuovono la sensibilizzazione e la formazione del management aziendale sulle tematiche LGBT al fine di  contrastare e prevenire il fenomeno del mobbing.

Chiediamo che la giunta comunale cooperi con queste realtà già esistenti, non trascurando le numerose problematiche di coloro che intraprendono un percorso di riattribuzione di genere in azienda.

ASSISTENZA NEI PERCORSI DI TRANSIZIONE: Ad oggi il polo sanitario pubblico più importante per i percorsi di transizione in Lombardia è l’Ospedale Niguarda, che non riesce a garantire un servizio adeguato all’elevato numero di richieste, soprattutto a causa della carenza di medici non obiettori. Si determinano così lunghe liste d’attesa, che spesso portano le persone a rivolgersi a privati o a portare avanti terapie ormonali “fai da te”, senza alcun controllo medico e con un rischio notevole per la salute. Altre giunte comunali, come quella napoletana presieduta da Luigi De Magistris con il consultorio dedicato alle persone transessuali e transgender “Altri luoghi”, hanno operato e promosso servizi volti a sanare un’offerta  sanitaria regionale deficitaria.

Proponiamo che la giunta comunale milanese attivi in futuro un consultorio  polispecialistico (con endocrinologi, psicologi, chirurghi e avvocati specializzati) dedicato alle persone transessuali, sulla falsariga di esempi virtuosi come quello napoletano o bolognese.

Il consiglio comunale ha già approvato una mozione per dare ai dipendenti comunali transessuali la possibilità di essere identificati con un cartellino che riporta il nome elettivo. La nuova giunta ha intenzione di rendere questa mozione consigliare una realtà?

  • FAMIGLIE OMOGENITORIALI

Ribadendo l’importanza della formazione, intesa in primo luogo come acquisizione da parte di tutto il personale comunale di informazioni corrette sostenute da basi scientifiche in modo da poter rispondere al cittadino in modo puntuale

Chiediamo un’attenzione particolare per le professionalità legate a educazione e assistenza (educatrici, assistenti sociali, consultori). In particolare nei seguenti ambiti: Educatrici e educatori di nidi e materne, Assistenti sociali (anche in vista della stepchild adoption) e Consulenti coppie in separazione.

Chiediamo in generale una sensibilizzazione del personale a contatto con le famiglie omogenitoriali sul territorio cittadino anche quando non direttamente dipendente dal comune (esempio ostetriche, consultori privati convenzionati, ivi compresi quelli cattolici) nonchè per la loro accoglienza nelle scuole.

Vorremmo qui inoltre sollevare il problema dei consultori famigliari cattolici che vanno nelle scuole milanesi a fare educazione alla sessualità e all’affettività. Anche ai nostri figli senza che le famiglie vengano messe a conoscenza. Può il comune di Milano fare qualche cosa in proposito? Anche solo informare?

  • SALUTE E PREVEZIONE MTS: Da diversi anni ormai la Lombardia e la città di Milano detengono il triste primato della diffusione del virus HIV tra la popolazione. Il dato ormai stabile di circa 4.000 nuove infezioni rilevate ogni anno vede Milano stabile al primo posto da diverso tempo. Se però la popolazione generale osserva una riduzione del numero d’infezioni, sia per quanto riguarda i consumatori di droghe per via iniettiva sia per quanto riguarda la popolazione maschile e femminile eterosessuale, la comunità MSM (maschi che fanno sesso con maschi) osserva un dato costante se non in leggero aumento, soprattutto nelle fasce di popolazioni più giovani: 25-29 anni. Le ragioni di questa mancata diminuzione sono diverse, l’assenza di campagne d’informazione mirate, laboratori di screening non sempre accessibili, medici non sempre preparati ad affrontare tipologie di pazienti non convenzionali. Questo spinge molte persone a nascondersi e a celare il proprio stato di salute, a ignorare le prassi per la prevenzione e a non fare il test. Da diversi anni Arcigay Milano, accogliendo le linee guida dell’ECDC, si è impegnata nello sviluppare servizi alla comunità MSM, offerti da pari (community based) ovvero servizi rivolti ai soggetti LGBT messi in atto da operatori LGBT coinvolgendo anche persone sieropositive nei colloqui e nelle fasi di formazione. Si è osservato che quando un servizio è offerto da pari, in ambienti non medicalizzati come ospedali o laboratori di analisi, il soggetto si sente maggiormente compreso nelle proprie esigenze, non giudicato e quindi più invogliato ad utilizzare il servizio. Nel corso del solo 2015 Arcigay Milano, grazie ai volontari del Gruppo Salute ha eseguito oltre 500 test, anonimi gratuiti diffondendo informazioni sulla salute e dando il proprio contributo ad interrompere questa catena inarrestabile di infezioni. Il salto di qualità si avrebbe creando anche a Milano, che accoglie nella sua area metropolitana la più grande e strutturata comunità LGBT italiana, un centro simile a quelli già presenti nelle maggiori città europee, gestito dalla comunità LGBT e rivolto al proprio target di riferimento ma aperto a tutti, dove poter trovare informazioni, sottoporsi ai test di routine (HIV, sifilide, epatite), avere un incontro con uno psicologo, ecc. Esiste già un modello italiano che è il CHECHPOINT “BLQ” di Bologna, dove il Comune oltre a mettere a disposizione gli spazi ed i finanziamenti per la ristrutturazione, ha fatto anche da garante nei confronti delle strutture sanitarie locali al fine di poter arrivare ad un protocollo di accordo che permettesse di eseguire gli esami.

Pensate che il Comune di Milano possa impegnarsi in questo senso, prendendo spunto dall’esempio bolognese?

Chiediamo al nuovo sindaco anche di promuovere un’ampia campagna di informazione sulle malattie a trasmissione sessuale con messaggi specifici per le diverse comunità a cui si rivolgerà la campagna (diverse lingue, linguaggi e messaggi per diverse comunità etniche, diversi linguaggi e messaggi per giovani, anziani, donne e uomini, omosessuali, transessuali, bisessuali, eterosessuali, lavoratori e lavoratrici del sesso…). Chiediamo inoltre che il Comune promuova, anche in collaborazione con FederFarma che si era già resa disponibile, una campagna di sconti sui preservativi per incentivarne l’utilizzo soprattutto tra i giovani.

  • MILANO PRIDE: Il PRIDE racchiude molte cose: è una celebrazione di un evento storico – i moti di Stonewall -, è una manifestazione politica per la rivendicazione dei diritti LGBT ma è anche una festa di libertà, laica e aperta a tutta la città, contro ogni forma di discriminazione e pregiudizio, dove ognuno può essere orgogliosamente sé stesso. In molte grandi città internazionali il PRIDE non è concepito come la festa di una minoranza bensì come un evento cittadino, a cui tutti partecipano per testimoniare la possibilità di una convivenza pacifica e rispettosa di tutte le diversità che compongono il tessuto di una città. Il PRIDE può anche essere una grande opportunità di promozione economica e turistica della città. Il PRIDE, in fine pur essendo organizzato da volontari rappresenta un grande impegno economico e organizzativo di non  poco conto. Tutte queste cose convivono, a diversi livelli, anche nel MILANOPRIDE, che è ormai arrivato alla sua 12° edizione. Con l’amministrazione Pisapia abbiamo avuto tante prime volte: per la prima volta il comune ha patrocinato un PRIDE e per la prima volta un sindaco di Milano in carica ha partecipato ad un PRIDE. Inoltre per la prima volta il comune ha aperto un confronto operativo con gli organizzatori per valutare gli aspetti logistici dell’evento.

Per noi è importante sapere se i candidati alle primarie si prenderanno l’impegno, qualora vincessero le elezioni di proseguire in questa prassi istituzionale ed i particolare:

  • Se parteciperanno ufficialmente alla parata del 25 giugno 2016, magari – e questa sarebbe una prima volta- indossando la fascia tricolore;
  • Se hanno intenzione anche per il futuro di concedere il patrocinio all’evento;
  • Se hanno intenzione di investire nel  Milano Pride come un evento di tutta la città, mantenendo e strutturando maggiormente un tavolo di lavoro stabile di confronto per la valutazione e la soluzione dei problemi logistici e organizzativi che l’evento presenta;
  • Se hanno intenzione di sostenere il Pride anche livello economico e logistico non soltanto abbattendo i costi strettamente legati all’amministrazione comunale, come è già stato fatto in passato, ma dedicando risorse economiche che consentano una valorizzazione delle attività socio-culturali ma anche commerciali ad esso legate come accade in numerose città europee a vantaggio dell’intera città.
  • SERVIZI ALLA COMUNITA’: La città di Milano ha svolto un ruolo centrale nella nascita e nello sviluppo del Movimento omosessale e transessuale italiano.  Milano ha visto sorgere organizzazioni che hanno contribuito alla crescita culturale e sociale di questa nostra città. Anche per questo Milano rappresenta  la più numerosa comunità omosessuale italiana. Tutto questo ha favorito la nascita di organizzazioni impegnate – da un lato- nella rivendicazione dei diritti negati e dall’altro nel sostegno delle persone discriminate attraverso una serie di servizi quali: il Servizi di ascolto, di assistenza, di tutela legale e psicologica, oltre che sanitaria, particolarmente impegnativa negli anni della pandemia dell’HIV. Tutti questi servizi, portati avanti generalmente con le risorse degli associati, hanno di fatto beneficiato la città nel proprio complesso, costituendo un vero e proprio presidio, di sussidiarietà a fronte della latitanza delle istituzioni. Con l’amministrazione Pisapia le cose sono in parte cambiate. Tuttavia, la vicinanza delle istituzioni, già iniziata con l’amministrazione comunale uscente, ha però bisogno di essere ulteriormente affinata. Elenchiamo di seguito una serie di attività e servizi – importanti per la comunità – che richiedono chiaramente un sostegno delle istituzioni: La costituzione di centri di supporto psicologico e giuridico; la presenza di una foresteria per ragazzi “buttati fuori di casa” o fuori dalla propria comunità in quanto immigrati omosessuali, sono solo un esempio attraverso cui il comune può dare un contributo a queste azioni. Condizione necessaria per svolgere queste, ed altre attività, è sempre la disponibilità di spazi adeguati.

Pensate che sia nelle vostre possibilità assicurare un simile contributo? In che modo suggerite di poterlo attuare? Sarebbe disposto ad impegnarsi in caso di vittoria ad inaugurare a Milano un centro LGBT (sul modello del “Cassero” di Bologna)? Ossia una struttura che al tempo stesso riunisca tutte le associazioni LGBT della città, e che sia inoltre un punto di riferimento per tutte le persone gay, lesbiche e trans che vivono a Milano.

Chiediamo anche il lancio di un progetto dedicato a migliorare la qualità della vita degli anziani e delle anziane gay, lesbiche e transessuali, tentando di combattere solitudine e mancanza di autosufficienza, con attività, laboratori e uno sportello d’ascolto e orientamento dedicato.

Chiediamo che la giunta apra anche a Milano un Servizio Disabilità e Sessualità per offrire orientamento e consulenza pedagogica, educativa e psico-sessuologica sulle tematiche della sessualità, dell’affettività e della genitorialità delle persone con disabilità sul modello dell’esempio torinese: http://www.comune.torino.it/pass/informadisabile/servizio-disabilita-e-sessualita/

  1. LA CULTURA LGBT: In questi 40 anni di Movimento omosessuale e transessuale milanese, la cultura è stato un ambito d’azione molto importante. Si è cercato di portare alla cultura sociale esistente- spesso fonte di esclusione e di discriminazione –  una cultura indirizzata al rispetto e alla tutela, attraverso rielaborazioni culturali emerse dalle analisi e dalle esperienze dirette delle nostre vite. Abbattere stereotipi, preconcetti, presunte verità ossificate più dall’uso nel tempo che dalla reale corrispondenza antropologica, è stato l’obiettivo di alcune azioni proposte in questi anni. Rimettere la persona umana al centro della nostra società, capirne le necessità personali e relazionali, è la chiave di volta di questa nostra azione. Dinamiche queste che devono trovare nel comune un supporto per alimentarsi e crescere. In questi anni la giunta Pisapia ha sostenuto importanti iniziative  quali il Festival MIX (al teatro Strehler,  Illecite visioni, Rassegna del teatro Omosessuale (teatro filodrammatici). Ha sostenuto la volontà di organizzare  la Mostra “Milano e 40 anni di Movimento omosessuale e Transessuale” a dimostrazione dell’importanza che Milano ha svolto e svolge nel l’ambito del Movimento Omosessuale e transessuale Italiano. Inoltre nel 2016 Milano ospiterà la seconda rassegna italiana di cori LGBT (Auditorium LA VERDI).

Chiediamo alla futura giunta di continuare ed ampliare il sostegno logistico, economico e comunicativo agli eventi culturali della comunità LGBT. In particolare si sente il bisogno di un maggiore coordinamento e diffusione delle informazioni relative alle attività culturali, commerciali  ed ai servizi forniti dalla comunità LGBT non solo per i cittadini ma anche  per i turisti stranieri.

Sito del comune e realtà LGBT. Anche il sito del comune può essere espressione della sua volontà e capacità inclusiva nei confronti di tutte le realtà sociali che lo compongono, come quella LGBT, e con esso adoperarsi anche per la diffusione della cultura LGBT. La presenza sul portale comunale di informazioni riguardo le sedi, i servizi, gli eventi può essere sia strumento che messaggio di cultura e di integrazione.

  1. L’ARCHIVIO DOCUMENTALE DEL CIG ARCIGAY: a Milano esiste una biblioteca che raccoglie documenti storici sulla storia del movimento milanese e italiano, che sono unici per importanza e vastità. Partendo da essi, diversi studenti universitari hanno elaborato tesi di ricerca universitaria. Ma i limiti oggettivi della sede impediscono a questo patrimonio  di poter essere adeguatamente fruibile.

Una sede adeguata, con sala lettura, un sistema di digitalizzazione e conservazione dei dati sono solo alcuni degli spunti che aiuterebbero a divulgare una cultura importante di questa nostra città. Il comune può fare qualcosa per tutelare questo patrimonio?

  1. SPORT E DIVERSITY: Tradizionalmente nello sport è sempre stato più complicato dichiarare apertamente il proprio orientamento sessuale: il timore della discriminazione e dell’emarginazione ha spinto molti a tacere. Negli ultimi anni però qualcosa è cambiato; gli esempi, solo per citarne solo alcuni, da Ian Thorpe a Martina Navratilova fanno ben sperare. Ma molto c’è ancora da fare. A Milano ormai da anni operano diversi gruppi sportivi LGBT, pallavolo, tennis, calcio, bicicletta, nuoto, sci, Taekwondoo, ecc. tutti riuniti in un unico Coordinamento: il Pride Sport Milano. Sono realtà consolidate in associazioni sportive dilettantische e affiliate alle associazioni sportive nazionali (UISP, FIPAV, ecc.) che lavorano ogni giorno su questi temi per sensibilizzare l’opinione pubblica, per dimostrare e testimoniare che le diverse preferenze sessuali non hanno alcuna influenza sulle prestazioni sportive. Ma l’omofobia serpeggia continuamente in questi ambienti, lo si vede anche negli episodi di cornaca quotidiana. Il lavoro da fare è molto e per questo i gruppi sportivi partecipano, con le loro squadre ai campionati, organizzano eventi e tornei anche internazionali che raccolgono centinaia di persone da tutta italia e anche da tutta Europa. Diversi sono gli atleti che fanno anche il salto di qualità e si mettono in gioco a livello agonistico. Inutile dire che sino ad ora tutto questo è stato fatto nel territorio di Milano e della più ampia città metropolitana contando solo sulle forze dei propri volontari e con il sostegno economico dei soci. Timidi sono stati gli interventi delle istituzioni sia in termini di visibilità sia in termini di aiuti economici o anche solo di strutture che per inciso, sono costosissime.

Per questo chiediamo: l’eventuale nuova Giunta si prenderà l’impegno di sostenere l’organizzazione di questi eventi, aiutando i gruppi sportivi ad avere un dialogo a livello più elevato con le associazioni sportive nazionali come accade in città come Roma? Sarà in grado di fornire o almeno facilitare l’acquisizione di risorse economiche e strutture che siano idonee a portare avanti questi progetti patrocinandoli e dando loro opportuna visibilità così da combattere ogni pregiudizio e discriminazione?

  • MATRIMONIO EGUALITARIO:

Quale posizione ha rispetto al matrimonio egualitario per le coppie same sex?

Riteniamo che il nuovo sindaco di Milano si debba mettere alla testa di un grande movimento di sindaci italiani per il matrimonio egualitario come hanno fatto i sindaci americani di «Mayors for the Freedom to Marry» (http://www.freedomtomarry.org/pages/mayors-for-the-freedom-to-marry).

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