ROMA INTERNATIONAL
PRIDE 2002
CONTRO LA VIOLENZA, PER I DIRITTI UMANI
29
giugno 2002
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www.mariomieli.org
Dedicato alle vittime dell'omofobia
In ricordo di Sylvia Rivera
Manifesto politico del Roma International
Pride 2002
a cura del Circolo di Cultura Omosessuale "Mario Mieli"
Siamo stati sicuramente tra i primi, negli ultimi anni, a portare in
piazza, come organizzatori del WORLD PRIDE, centinaia di migliaia di
persone a difesa non solo dei diritti degli omosessuali, ma anche dei
tanti cittadini che vedevano minata la loro libertà di manifestare.
I partiti della maggioranza di sinistra, come al solito lenti a capire,
e sempre imbarazzati sui temi della sessualità e della morale pubblica,
all'epoca non hanno saputo sfruttare il potenziale di quel movimento
di persone che spontaneamente sostenevano noi, loro stessi e le libertà
di tutti: così, a due anni di distanza, ci ritroviamo in compagnia di
Silvio "Burlesconi" e della sua "Casa delle libertà",
che quel nome lo ha solo usurpato. E arriviamo ai giorni nostri e al
movimento di piazza nato dall'iniziativa di tanti cittadini decisi a
dire basta a questo pessimo governo. Ebbene, questo non può che trovarci
vicini, auspicando che serva a dare una sferzata di energia ai politici
della sinistra, a suggerire loro una politica più coraggiosa, meno cinicamente
pragmatica e più incisiva, per una nuova stagione di civiltà e democrazia
Nel frattempo ci ritroviamo a combattere con le leggi proposte sempre
e comunque a danno di tutti i cittadini, come quella di Storace. Non
sarebbe male, a questo riguardo, un bel girotondo intorno al palazzo
della Regione Lazio, a difesa dei diritti delle famiglie di fatto, etero
ed omosessuali. Per non parlare del Ministro delle Pari Opportunità,
Stefania Prestigiacomo, che fa timide e generiche affermazioni di apertura
ai gay, e viene prontamente bacchettata dal capo-padrone del governo:
già, perché i gay non sono persone meritevoli di diritti e tutele, ma
soggetti da discriminare, ignorare, allontanare, calpestare, criminalizzare.
Non possiamo non vedere come questa politica, che agisce sul pregiudizio
sociale, persista nel creare i presupposti di odio e di discriminazione
da cui derivano i continui omicidi perpetrati nei confronti degli omosessuali,
nonché infiniti altri atti di razzismo verso di noi ed altre minoranze.
Il prossimo 29 giugno l'International Pride di Roma riunirà tutti contro
l'odio, ricordandone le tante vittime, non solo omosessuali, e avrà
come tema portante la lotta alla violenza in tutte le sue forme: quella
fisica, quella psicologica, quella sociale, quella civile, quella politica,
quella delle destre. E vogliamo ricordare Sylvia Rivera, che quest'anno
ci ha lasciati, e il cui moto d'orgoglio contro la violenza della polizia
fu la scintilla che scatenò nel 1969 la rivolta di Stonewall da cui
il movimento gay ha preso avvio in tutto il mondo.
Con Orgoglio In Pride
VIOLENZA E': L'assassinio e lo stupro, l'attacco fisico, la derisione,
la coercizione psicologica contro i più deboli, contro le donne, contro
i bambini, i giovani, gli anziani, i poveri, gli emarginati, i migranti,
contro i diversi per orientamento sessuale, identità di genere, razza,
religione, cultura, idee politiche, classe, stato mentale, stato di
salute fisica.
VIOLENZA E': Una maggioranza che opprime le minoranze, la collettività
che annulla l'identità e i diritti della persona, l'imposizione di un
modello unico di società, bianca, maschile, eterosessuale, capitalista,
ricca e borghese, l'uso arrogante e persecutorio di ogni mezzo legale
o illegale per piegare persone e classi di cittadini ai voleri di chi
detiene il potere, pena l'esclusione, l'emarginazione, la riduzione
in schiavitù, il carcere, la morte.
VIOLENZA E': la costruzione di un modello unico di sessualità e di affettività,
attraverso una rigida definizione dei ruoli di genere nella società
e nella famiglia e attraverso l'educazione e l'indottrinamento nella
scuola e nelle chiese; l'istigazione a comportamenti omofobici di riprovazione
e irrisione, quando non di aggressione fisica, fin dall'infanzia, nelle
relazioni sociali, nei luoghi di studio e di lavoro, e in quelli di
divertimento; l'obbligo alla clandestinità, alla negazione di sé, sotto
la minaccia costante dell'esclusione e del licenziamento; il ricorso
a pretese filosofie della natura per giustificare forme di aggregazione
sociale utili alla produzione delle merci, all'efficienza del sistema
e al controllo delle persone; la riduzione del principio del piacere
a puro consumo, a evasione, a solo divertimento, organizzato e ghettizzato.
VIOLENZA E': lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, del maschio sulla
donna, del padrone sull'operaio, del bianco sul nero, dell'eterosessuale
sull'omosessuale, del capitale sulle genti, dei mercanti sui cittadini,
dell'industria sulla natura, degli armati sui disarmati, dei potenti
sugli inermi.
VIOLENZA E': la costituzione di governi autoritari; l'attentato alla
laicità dello Stato e all'equilibrio dei suoi poteri giustapposti, all'indipendenza
della magistratura, al diritto di critica, alla libertà di stampa, alle
libertà civili, alla libera concorrenza e alle regole che ne definiscono
i limiti, ai diritti dei lavoratori, degli studenti, degli ammalati,
degli anziani; lo smantellamento e la dequalificazione della scuola
pubblica e il finanziamento delle scuole confessionali con i soldi dei
cittadini; l'occupazione sfacciata di tutti i posti di comando e dei
mezzi di informazione; la criminalizzazione dei ogni forma di opposizione;
l'abolizione delle regole di protezione sociale; lo smantellamento delle
leggi che proteggono ambiente, patrimonio paesaggistico e artistico;
la menzogna, la calunnia e l'intimidazione elette a sistema; la protezione
dei ceti forti, la creazione di leggi salva-ladri e salva-mafie; la
difesa dei privilegi e dei monopoli, degli interessi privati su quelli
pubblici; l'imposizione di un modello di capitalismo irresponsabile
e selvaggio.
VIOLENZA E': la falsa tolleranza di chi consente all'altro di esistere,
purché non dia "scandalo o si curi" o viva in astinenza, purché
non manifesti, non lotti per i suoi diritti, non metta in crisi il modello
dominante di sesso, di famiglia, di amore, di rapporti di forza; l'ipocrisia
di chi considera la sessualità un fatto privato e non politico e sociale,
come esso è, costruito sul potere esercitato dall'uomo sulla donna,
dai valori maschili dell'aggressività, dello sfruttamento, dell'efficienza,
della prestazione, su quelli femminili dell'intimità, del dono, dell'accoglienza,
della protezione.
VIOLENTI SONO: GLI OMOFOBI BERLUSCONI, BOSSI, FINI E AFFINI, QUESTO
GOVERNO TUTTO, FATTO DI UN CAPO E DI ESECUTORI SENZA DIGNITA' NE' POLITICA
NE' PERSONALE!
Un governo che in quasi un anno ha legiferato, in urgenza, solo per
difendere gli interessi privati del padrone contro quello di tutti gli
altri; un governo composto di affaristi corruttori, monopolisti travestiti
da liberali e che odiano lo Stato e le sue leggi, di ex(?)fascisti e
repubblichini di provata fede, di statalisti e presidenzialisti nostalgici,
di xenofobi e razzisti, di populisti peronisti, di iper-liberisti illiberali,
di inquisiti che usano il loro potere per impedire i processi; un governo
che ha legiferato contro le rogatorie internazionali e sta per assoggettare
la magistratura al potere politico; che vuol regalare la scuola alla
Chiesa, i parchi archeologici e naturali, i litorali e le zone protette
agli speculatori; che ha depenalizzato il falso in bilancio, dando via
libera ai ladri in colletto bianco, e ha aperto le porte delle prigioni
ai mafiosi (in uscita, non in entrata), con ministri che dichiarano
che con la mafia bisogna convivere; un governo che attenta allo statuto
dei lavoratori per puro revanscismo antisindacale, per arroganza padronale
di tipo ottocentesco; un governo che medita di cancellare il diritto
all'autodeterminazione della donna riconoscendo statuto giuridico all'embrione,
e la cui politica sulla famiglia è dettata dall'Opus Dei; un governo
di antieuropeisti che ha offeso le maggiori cancellerie europee, (tranne
quella bulgara, l'ex-kgb Putin, e il sinistro-destro Blair) e che irride
alle maggiori testate giornalistiche europee, coprendo l'Italia e gli
italiani di ridicolo e sconcerto; un governo le cui squadracce hanno
occupato la RAI e vuol mettere il bavaglio alle poche voci apertamente
dissenzienti; che si fa gioco degli scioperanti, che ha imbrogliato
gli italiani con un contratto televisivo le cui clausole sono state
finora del tutto disattese. Un governo della menzogna e della calunnia
travestite da verità televisive. E vi sembra poco?
E tu sinistra dove sei? Possiamo o no parlare dell'instaurazione di
un regime di destra illiberale e autoritario? Ma noi GLBT che facciamo?
Ci incartiamo e dividiamo con stupide diatribe sulla "trasversalità"
della questione omosessuale, che non significa assolutamente nulla,
perché in questa nostra società dove le classi si polverizzano e la
solidarietà è sempre più un insostenibile lusso, tutti siamo trasversali.
Anche i dentisti sono trasversali, anche i preti. E se vogliamo dirla
tutta anche i maschi eterosessuali sono trasversali, e anche le donne:
e allora? Non ci sembra che le donne di sinistra e le femministe si
preoccupino della regina Elisabetta. Né di destra, né di sinistra, dicono
alcuni. Bisognerebbe dire basta a questa ambiguità, uscire una volta
per tutte dal pantano di questo nuovo qualunquismo davvero qualunque,
che nasconde a malapena un'ondata anti-politica di estrema destra, che
porta il 20% dei francesi a votare Le Pen, e un gay dichiarato a farsi
leader di un movimento xenofobo nel più tollerante stato europeo. A
questi segnali gravi bisogna rispondere con la chiarezza delle idee
e delle scelte: bisogna saper riconoscere che cos'è che fa diversa la
destra dalla sinistra, guardando ai valori a cui essa si ispira, che
vanno dalla difesa del privilegio di pochi, attraverso il conservatorismo
più bieco sul piano dell'etica familiare e sessuale, fino all'arbitrio
e al più spudorato uso della violenza. Dobbiamo riconoscere una buona
volta che questa è la destra, e in Italia, che sembra sempre priva di
memoria storica, che sembra sempre pronta a vendersi a chi fa la voce
più grossa, è anche peggio, è la peggiore destra che sia dato di avere
in un paese occidentale oggi: con Reagan e Thatcher almeno non si era
andati al disastro istituzionale che incorre oggi in Italia. E anche
se la sinistra è pavida, ha fatto e fa poco, e non sa bene che fare,
i nostri valori sono valori di sinistra: che ci siano omosessuali che
votano a destra non ci meraviglia - essi seguono altri loro interessi
che nulla hanno a che fare con l'omosessualità - anche se non li capiamo,
come non capiamo operai, ebrei e musulmani che votano Le Pen. Che dire?
C'è chi flirta col suo assassino.
Noi siamo diversi!
Noi lottiamo per i diritti delle persone glbt perché non c'è nessuno
che lo fa per noi e perché noi vogliamo prendere in mano il nostro destino.
Siamo comunque consapevoli che finché non cadranno tutti i razzismi,
finché la differenza tra un eterosessuale e un omosessuale, un uomo
e una donna, un bianco e un nero, un ebreo e un musulmano non verrà
percepita solo come una variante individuale con eguale legittimità,
finché le differenze non smetteranno di essere oggetto di giudizio morale
e fonte di sospetti, di odio, di aggressione, di discriminazione, finché
non sarà sanato l'abisso che separa il privilegio dei pochi e l'indigenza
dei molti, la sperequazione tra popoli ricchi e popoli alla fame, finché
non si troverà un equilibrio tra sviluppo e risorse naturali, la nostra
lotta non sarà finita, né potrà trovare un senso adeguato.
Ma, e lo dobbiamo dire forte, finché tutto ciò non coinciderà anche
con la fine dei ruoli sessuali che sono la prima forma di oppressione
e sfruttamento, che ingabbiano le persone, tutte le persone, non solo
quelle omosessuali, e non solo quelle eterosessuali, in un corpo che
sovverte il desiderio e lo rende funzionale a un sistema complessivo
di repressione-produzione, finché ciò non avverrà non vi sarà liberazione
né vera giustizia sociale.
Torniamo in noi, ritroviamo quell'unità che ci serve: ormai lo sappiamo,
divisi si perde. Uniamo la nostra lotta a quella delle donne, dei migranti,
degli operai e degli emarginati, per il diritto a una scuola pluralista
e libera da influenze confessionali, per una sanità efficiente, gratuita,
che garantisca i malati, per la protezione delle fasce sociali più deboli,
per l'integrazione degli immigrati, ma anche contro l'insicurezza che
si genera in tutti noi attraverso la polverizzazione delle classi e
la riorganizzazione del mondo in chiave liberista. Troviamo alleanze,
con quei movimenti di sinistra che hanno dato la sveglia ai partiti
che dovrebbero rappresentarci e che invece quietamente continuano a
litigare nel loro olimpo; e anche con quei movimenti che vogliono arginare
la straripante invasione del mondo, anzi la sua annessione, da parte
del capitale finanziario, che distrugge i boschi, il mare, e il clima,
le culture e le persone.
UN ALTRO PRIDE E' POSSIBILE
Lottiamo uniti!
Per:l'ANTIFASCISMO, che è l'elemento identitario e costituente della
Repubblica Italiana. Contro: i vergognosi revisionismi in atto sulla
stampa e nelle amministrazioni della destra.
Per: la LAICITA' dello Stato Italiano Contro: l'ingerenza della Chiesa
e l'abdicazione dei partiti politici di fronte ad essa.
Per: l'autodeterminazione della donna e il mantenimento integrale della
legge 194. Contro: il riconoscimento giuridico dell'embrione e la legge
Storace sulla famiglia.
Per: la difesa dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori e dello
Stato Sociale. Contro: il vergognoso e immotivato attacco del governo
ai diritti di tutela..
Per: il diritto di cittadinanza dei lavoratori extracomunitari stabilmente
residenti in Italia. Contro: le demonizzazioni e le campagne di odio
del governo.
Per: l'abolizione del concordato con lo Stato Vaticano, o l'estensione
alle altre confessioni. Contro: lo strapotere della chiesa cattolica
nelle istituzioni e la sua influenza culturale.
Per: il rafforzamento della scuola pubblica nazionale. Contro: il finanziamento
con i soldi dei cittadini della scuola privata e confessionale.
Chiediamo subito
1) l'applicazione dell'articolo 13 del trattato di Amsterdam e il recepimento
nell'ordinamento italiano della legge antidiscriminazione che protegge
i cittadini omosessuali da ogni tipo di esclusione o persecuzione per
motivi di orientamento sessuale e rende perseguibile ogni abuso;
2) l'estensione in sede europea e italiana delle stesse normative all'identità
di genere e alle persone transessuali;
3) dopo il protocollo d'intesa firmato tra la CGIL e il Circolo Mario
Mieli, l'adeguamento alle normative antidiscriminazione dello Statuto
dei Lavoratori e della Legge Mancino;
4) A l'integrazione nella legge 164 del 14 aprile 1982 di norme che
consentano la "piccola soluzione", e cioè il cambiamento dei
dati anagrafici per le persone in attesa di riattribuzione chirurgica
del sesso; B l'abolizione delle norme che vietano alle persone "biologicamente
e anagraficamente di sesso maschile" di indossare, se lo vogliono,
abiti femminili
5) A l'istituzione di commissioni ministeriali e/o parlamentari, osservatori,
authorities che vigilino e propongano ulteriori soluzioni legislative
per contrastare l'odio e la discriminazione contro le persone GLBT;
B finanziamento e produzione di campagne e progetti mirati alla lotta
contro l'omofobia: spot televisivi, manifesti, indagini statistiche,
convegni; C finanziamento di specifici programmi per il supporto e
il sostegno ai nuclei parentali, col fine di facilitare i rapporti tra
genitori e figli, e di favorire la piena e serena accettazione dell'orientamento
sessuale dei minori; D - l'istituzione di programmi ministeriali di
formazione che offrano agli operatori scolastici gli strumenti culturali
e scientifici atti a prevenire sia negli studenti, sia nel personale
docente e ausiliario il pregiudizio antiomosessuale; E l'inserimento
nei programmi scolastici di corsi di educazione alla sessualità e di
educazione alle differenze: sessuali, fisiche, culturali, filosofiche
e religiose;
6) leggi che, secondo le direttive della Comunità Europea, diano riconoscimento
giuridico a tutte le unioni stabili, anche tra persone dello stesso
sesso;
7) il diritto di cittadinanza per il partner straniero;
8) l'estensione a coppie omosessuali o a single della possibilità di
adottare minori e il diritto alla fecondazione assistita;
9) A - dopo il riconoscimento dello status di rifugiato a un ragazzo
gay ucraino attraverso il patrocinio del Consiglio Italiano per i Rifugiati
e del Circolo Mario Mieli, il recepimento nella legislazione italiana
della direttiva dell'Alto Commissariato ONU per i Rifugiati (UNHCR)
che ha riconosciuto sin dal 1967 lo status di rifugiato politico alle
persone gay e lesbiche provenienti da paesi in cui l'omosessualità è
reato (punito fino alla pena di morte); B - Estensione unilaterale dello
stesso diritto alle persone transessuali, non menzionate negli accordi
internazionali; C Estensione unilaterale dello stesso diritto a persone
omosessuali che subiscono forti persecuzioni di ordine ambientale anche
in assenza di specifiche leggi repressive: era questo il caso del ragazzo
ucraino;
10) A finanziamento e produzione di campagne di prevenzione e lotta
contro l'AIDS, attraverso strumenti di sensibilizzazione rivolti espressamente
alla comunità GLBT; B approvazione del preservativo come presidio
salva-vita, a prezzo politico;
11) attribuzione di una quota dell'8 per mille devoluto allo Stato alle
associazioni di volontariato laico GLBT che si occupano di prevenzione
del disagio, di mutua assistenza, e operano per la valorizzazione della
cultura GLBT e della libertà di espressione come patrimonio collettivo.
E' per questi motivi che chiediamo a tutti i cittadini e le cittadine
che
credono nei principi e nei diritti sopraelencati di aderire e partecipare
alla manifestazione di sabato 29 giugno a Roma
Io sottoscritto
Nome:
Cognome:
Associazione / Partito
politico:
Aderisco e sottoscrivo il manifesto di adesione all'International Pride
Roma
2002
Firma:
Stampare e inviare via fax al Circolo Mario Mieli: Fax 065413971
Oppure compilarlo, incollarlo nel corpo di una e-mail ed inviarlo a:
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Organizzazione:
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