Esistere: avere realta' effettiva,
esserci, vivere. Esistiamo, questo e' sicuro. Non abbiamo bisogno
di certificazioni, documenti o assenso.
Esistiamo con le nostre identita' e le nostre storie. Questo giorno
serve per ribadire che c'e' un dato di fatto da non dimenticare: la
nostra esistenza effettiva.
Resistere: non lasciarsi smuovere o abbattere, tollerare, non
perdere valore. Resistiamo. Perche' la nostra esistenza, che e' un
dato di fatto, non sembra bastare: c'e' ancora chi vorrebbe rinchiuderci
in qualche ghetto o trasformarci in qualcosa che sia accettabile per
tutti. Questo giorno serve per dire che abbiamo intenzione di resistere.
Almeno fino a quando anche l'Italia non sara' costretta a scrivere
leggi antidiscriminatorie: la scadenza e' vicina, l'Europa chiede
che siano scritte entro il 2003. E scriverle significa affermare anche
che l'Europa non e' più solo euro e che
da quelle leggi si parte per fare l'Europa delle persone, tutte uguali.
Quell'euro in tasca per noi non e' solo un soldo: e' una speranza
concreta che ci aiuta oggi a resistere di fronte alle piccole e grandi
discriminazioni di tutti i giorni.
Non e' piu' tempo di mimose: cosi' recitava uno slogan dell'8 marzo,
ultima tappa di una 'festa della donna' sempre piu' di forma e sempre
meno di sostanza. Chissa' se tra qualche anno in questi giorni di
giugno ci sara' una festa di omosessuali e transessuali, con qualche
fiore regalato e un altro anno di indifferenza. Non sappiamo se augurarci
questa strada, che almeno avra' significato un riconoscimento formale
dei nostri diritti, che sono diritti fondamentali della persona.
I riconoscimenti formali, pero', sono poca cosa se poi non sono alimentati
dalla sostanza, tanto e' vero che la nostra e' ancora oggi una società
maschilista, bianca ed eterosessuale, imprigionata nelle paludi del
moralismo cattolico.
Come se non bastasse, dopo la simpatia solo di maniera dei governi
di centrosinistra, adesso arriva l'aperta ostilita' del governo di
centrodestra; che non fa nulla per sostenere i diritti degli omosessuali
e dei transessuali e attacca i diritti di altre persone, come testimoniano
la tremenda legge sull'immigrazione, la legge delega che prevede modifiche
all'articolo 18 dello statuto dei lavoratori, e le proposte di legge
sulla fecondazione assistita che non solo discriminano single e lesbiche,
ma attraverso il riconoscimento di statuto di persona all'embrione,
sono anche un modo per aggirare la legge 194 sull'aborto e togliere
alle donne il diritto all'autodeterminazione.
Oggi da Milano, dalla citta' dove la vita per omosessuali e transessuali
e' apparentemente più facile, vogliamo dire che non ci basta piu'
il diritto a entrare in un locale per gay, lesbiche o transessuali;
non ci interessa essere - piu' o meno bene - tollerate/i. E siamo
anche stanche/i di spiegare perche' questi diritti ci spettano. Siamo
qui per dire e per gridare che nel 2002 siamo ancora discriminate/i,
come lo sono le/i migranti, come lo sono le donne, come lo sono coloro
che tentano di costruire un mondo di relazioni interpersonali diverso
dal modello della famiglia patriarcale.
Oggi da Milano chiediamo, ancora una volta, che:
Nelle norme antidiscriminatorie esistenti (comprese quelle previste
dallo statuto dei lavoratori e dall'articolo 3 della Costituzione),
siano aggiunti l'orientamento sessuale e l'identità di genere; Che
il sesso dell'individuo sia considerato un dato personale, che non
deve piu' apparire su nessun documento o atto, pubblico o privato
che sia; Ci sia da subito piena tutela giuridica (attraverso una legge
sulle unioni civili) per le coppie di fatto omosessuali (ed eterosessuali,
naturalmente); Alle persone che vivono una transizione di genere sia
permesso di modificare il proprio nome anche nella fase che precede
l'intervento chirurgico e
comunque indipendentemente da esso; Lo Stato italiano riconosca lo
status di rifugiata/o politica/o alle donne, agli uomini e ai transessuali
che provengano da nazioni dove essere lesbiche, gay, transessuali
significhi essere perseguitate/i e discriminate/i; Sia riconosciuto
il diritto di una donna di procreare anche al di fuori di un'unione
(civile o di fatto) e quindi sia garantito alle donne (anche single)
il diritto di accedere all'inseminazione artificiale; Sia tutelata
e sostenuta la volonta' di donne e di uomini di allevare bambine/i
anche al di fuori delle unioni eterosessuali e quindi sia esteso a
tutte/i (anche single) il diritto di chiedere l'adozione di un minore;
Sia dato a tutti il diritto di vivere in uno stato laico, che non
simpatizzi per nessuna confessione religiosa e che non condizioni
le proprie leggi e le proprie scelte alle esigenze di una qualsiasi
chiesa
E speriamo di avere al nostro fianco
non solo tutte le altre persone che hanno vissuto o vivono discriminazioni
di ogni genere, ma anche chi contro queste discriminazioni si e' battuta/o.
E' tempo che tutte/i si rendano conto che quando si parla di diritti
fondamentali non esiste una classifica, non esistono richieste più
o meno ricevibili. E che se oggi sono negati a noi, domani potrebbero
essere negati ad altre/i, perche' - come si e' visto - anche i diritti
dati per acquisiti possono sempre essere messi in discussione.
Un altro mondo e' possibile o e' in costruzione, dice uno slogan famoso:
noi quel mondo possibile lo stiamo costruendo da un pezzo, semplicemente
con la nostra vita di tutti i giorni. Sarebbe bello se a partire da
oggi sempre più
gente venisse a darci una mano o anche solo avesse la curiosita' di
vedere come è fatto davvero.
Coordinamento Arcobaleno
Milano, 4 aprile 2002
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